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Come ho aperto la partita iva nel regime dei minimi per vendere spazi pubblicitari sul blog

Come ho aperto la partita iva nel regime dei minimi per vendere spazi pubblicitari sul blog


Stai pensando di monetizzare il tuo blog (o sito web) vendendo spazi pubblicitari e/o tramite affiliazioni? Prima di iniziare, sappi solo una cosa: devi avere la partita iva!

Eh già, la vendita di spazi pubblicitari, così come i programmi d’affiliazione, sono attività continuative, solitamente attive 24 ore su 24, considerate come attività d’impresa.

In questo articolo ti mostrerò come ho aperto la partita iva per ditta individuale nel regime dei minimi unicamente legata alla vendita di banner pubblicitari e affiliazioni. Ah, ovviamente per potervendere i banner, devi prima avere un sito web o un blog :)

Prima di iniziare, vorrei precisare che non sono né un commercialista né un esperto in materia fiscale, per cui eventuali domande sulla p.iva in generale o del tipo

  • che inquadramento dovrei scegliere per…
  • che codice ATECO per…
  • che cosa consigli per…
  • ho già la partita iva, cosa devo fare per…

non riceveranno nessuna risposta, almeno non da parte mia. Ma non perchè sono cattivo :) è solo che mi sono informato solamente per gli spazi pubblicitari e affiliazioni e siccome l’argomento è molto delicato ed importante, non voglio darti informazioni errate.

Premessa

Dopo più di due anni, ho pensato che fosse giunto il momento di monetizzare questo blog, dove condivido la mia conoscenza principalmente su WordPress, SEO e Social Media.

Quindi cosa ho dovuto fare (vediamo se hai capito)? Ho dovuto aprire la partita iva, e l’ho fatto (per mia scelta personale) da solo, senza essere seguito da nessun commercialista o da un’associazione di categoria, ma grazie alle notizie che ho trovato in rete e alle indicazioni che mi sono state fornite gratuitamente da meravigliosi commercialisti sui vari forum (in particolare vorrei ringraziare Studio_Emmi e i2m4y del Forum GT).

Tutte rose e fiori? Macchè! Ho incontrato un sacco di difficoltà. Purtroppo la questione “aprire una partita iva da solo” (e anche gestire tutta la parte fiscale poi) non è per nulla affrontata dalla rete, se non in questo articolo (ringrazio l’autore per avermi reso le idee un po’ più chiare).

Per non parlare che ho dovuto affrontare una nuova lingua, il fiscalese, dove utilizzano termini tutti strani per dire tassa, totale da pagare, possessore di partita iva e parole di uso comune… ma perchè parlate tutti in questo modo elaborato!?!? 👿

Secondo me c’è troppa poca informazione per chi volesse realmente provare ad aprire la partita iva da solo.

Un consiglio: nel caso volessi tentare da solo, tieni in considerazione ottimi forum come Forum GT, Fisco e Tasse, Commercialista Telematico e AlVerde, potrai trovare commercialisti che investono il loro tempo gratuitamente, e spesso otterrai delle risposte ai tuoi dubbi.

Lo scopo di questo articolo

Lo scopo di questo articolo è di provare ad aiutare chi si trova nella situazione buia in cui mi sono trovato io, di provare a fare un po’ più di chiarezza e di diffondere la mia (piccola) esperienza in materia. Solo quando sarai cosciente di ciò che ti aspetterà, potrai essere libero di poter prendere una decisione (commercialista o “non commercialista”), cosa che attualmente non è così (data la scarsa informazione).

Per questo motivo voglio dare il mio piccolo contributo alla comunità e parlarti di cosa serve, quanto costa, cosa bisogna fare per aprire la partita iva nel regime dei minimi unicamente per vendere banner pubblicitari e affiliazioni.

Non prendere questo articolo per oro colato, non sono né un commercialista né un esperto. Sono uno come te.

Aprire la partita iva e soprattutto, gestirne la parte fiscale, non è per nulla facile, te lo assicuro. Per cui non rinunciare a priori all’idea di affidarti ad un commercialista perchè “costa troppo”. È una spesa importante, è vero, per questo tipo di p.iva nel regime dei minimi può aggirarsi attorno ai 600€ all’anno. Ma sono soldi spesi bene, avrai una maggior tranquillità e una maggior sicurezza, oltre che un punto di riferimento. Un errore nella gestione delle fatture, nell’apertura della p.iva e nei pagamenti dell’INPS potrebbero costarti molto di più.

Ognuno sa fare il proprio mestiere. Un sito web lo potrebbe realizzare chiunque, ma probabilmente, solo affidandosi ad un webmaster specializzato si otterrebbero ottimi risultati immediatamente, minimizzando gli errori.

La mia speranza

La mia speranza è che le persone preparate in materia comincino a trattare gratuitamente e liberamente questi argomenti, condividendo la loro conoscenza professionale, ma utilizzando un linguaggio adatto a tutti, così da poter dare la possibilità a chiunque di poter prendere liberamente la propria decisione.

Mi rivolgo ai commercialisti: pensi che trattando gratuitamente questo argomento perderesti un sacco di clienti? Non è vero.

Le persone che non vogliono affidarsi ad un commercialista, non lo faranno neanche dopo. Le persone che invece proveranno ad aprire la partita iva da soli seguendo le tue indicazioni, per qualsiasi problema o per eventuali sviluppi futuri dell’azienda, si appoggeranno a te!

C’è già qualche commercialista che ha iniziato a seguire questa strada, ottenendo ottimi risultati! Pensaci bene!

Un consiglio? Puoi sempre provare partendo da questo articolo, lasciando il tuo parere nei commenti qui sotto e rispondendo ad eventuali domande, vedrai che non te ne pentirai.

Perchè bisognerebbe affidarsi ad un commercialista

Come ho detto, questo articolo non vuole incitare nessuno a creare (e gestire) la partita iva da solo, ma vuole solo mostrarti a cosa andrai incontro.

Dovresti tenere in considerazione la possibilità di affidarti ad un commercialista, è un professionista del settore, e come tale potrebbe esserti molto d’aiuto, ad esempio:

  • minimizzare gli errori (è sempre un umano, può sbagliare anche lui)
  • trova soluzioni adeguate al cliente, ti può far risparmiare/guadagnare un sacco di soldi
  • tenuta della contabilità
  • rappresenta il cliente per contenziosi con il fisco qualora ce ne fossero
  • è aggiornato, le normative infatti cambiano spesso
  • andrai a letto più leggero (economicamente), ma anche più tranquillo
  • per qualsiasi problema, lo potrai contattare e dovresti poter ricevere una risposta in brevissimo tempo
  • sarà il tuo promemoria vivente per scadenze e robe varie
  • sa quello che fa (si spera)
  • molto meno stress

Un consiglio? Evita chi chiede troppo, e soprattutto, chi chiede troppo poco. L’esperienza e la professionalità, si paga. Fai più preventivi, e cerca di capire se è preparato in materia (in questo caso sull’argomento banner e affiliazioni).

Regime dei minimi

Il regime dei minimi è un regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art.27, commi 1 e 2 del D.L. 6 luglio 2011, n.98).Per un approfondimento, ti rimando a questo articolo.

Requisiti

Riassumendo, possono accedere al regime dei minimi le imprese individuali che soddisfano i seguenti requisiti:

  • possono accedervi gli under 35 ed i lavoratori in mobilità che aprono un’impresa o un’attività di lavoro autonomo
  • il regime fiscale agevolato può essere applicato esclusivamente per il periodo d’imposta in cui inizia l’attività e per i quattro periodi di imposta successivi (quindi 5 anni). Gli under 35 possono, prolungare il regime fino al periodo d’imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età
  • volume di ricavi (non è l’utile!) inferiore a 30.000 €/anno
  • non è possibile effettuare cessioni all’esportazione
  • non è possibile avere dipendenti o collaboratori (sono ammesse le collaborazioni occasionali)
  • non devono acquistare beni strumentali per un valore superiore a 15.000€ in un triennio
  • non devono aver esercitato negli ultimi tre anni attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • l’attività da esercitare non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta anche sotto forma di dipendente, escluso il caso del praticantato

Vantaggi

Effettivamente è molto vantaggioso.

  • Si paga solo il 5% di tasse sull’utile (è l’imposta sostitutiva, che sostituisce l’IRPEF, normalmente è 20%), che è la differenza tra ricavi (quanto guadagni in un anno senza considerare le spese) e costi. Ad esempio, se guadagni 100 ma hai 20 di spese, l’utile sarà 80, e pagherai di tasse il 5% di 80, cioè 4 (anzichè 16).
  • non vi è l’obbligo di mantenere i registri contabili
  • esclusione dagli altri obblighi contabili legati alla tenuta dei registri, compresi gli elenchi dei clienti e fornitori
  • esenti dall’IRAP
  • esenti da studi di settore
  • si potrà emettere fatture in esenzione IVA

Obblighi

Gli unici obblighi sono la conservazione (per 10 anni) di tutte le fatture che emetterai e delle fatture e scontrini delle spese che dovrai sostenere.

Un consiglio? Paga sempre con mezzi tracciabili, come il bancomat del tuo conto personale (o meglio se crei un conto per l’azienda, ma non è obbligatorio per una ditta individuale).

Altre informazioni

È possibile dedurre (che è diverso da detrarre) il 50% delle spese promiscue, ovvero le spese che sostieni sia per te, che per l’azienda, come le spese telefoniche, della macchina, le bollette di luce, gas, acqua, ecc… Mentre si possono dedurre al 100% le spese legate unicamente all’azienda (corsi di formazione, abbonamenti a riviste, …).

La deduzione fiscale consiste nella sottrazione di un determinato importo dal reddito complessivo di un soggetto, riducendo la base imponibile su cui si calcolano le tasse. Quindi sottrai una cifra a ciò guadagni (ricavi – costi) e poi paghi le tasse su ciò che avanza.

Nella pratica, supponi di avere 100 di ricavi, 10 di costi, 50 di spese promiscue, e il 5% di tasse da pagare. Puoi dedurre solamente 25 delle spese promiscue, quindi pagherai il 5% di tasse su 65 (che è dato da 100 – 10 – 25).

Dubbi

La vendita di spazi pubblicitari e/o affiliazioni non rientra tra le cessioni all’esportazione per L’Agenzia delle Entrate (almeno, questo è quello che affermano molti dottori commercialisti), è una prestazione pubblicitaria, quindi è possibile rientrare nel regime dei minimi.

Ti riporto l’estratto di questa discussione:

le vendite di servizi on-line, vale a dire quelle operazioni che hanno per oggetto la cessione di un bene o di un servizio messo a disposizione del destinatario in forma digitale e tramite una rete elettronica, quindi, in prodotti che non si materializzano in qualcosa di tangibile sono considerate prestazioni di servizio e non cessioni di beni. Pertanto, tali operazioni non rientrando in quelle previste nell’art.1, comma 96, numero 2 della lettera a), L. n. 244/2007, (vale a dire cessioni all’esportazione ed operazioni assimilate) non costituiscono causa ostativa all’accesso nel regime.

Un’altra una discussione interessante di cui riporto un estratto:

Tra l’altro, cercando sul web, io che di materia fiscale non ne mastico, ho dovuto impiegare un bel po’ per capire (e spero di non essere smentito al riguardo, ma ben venga ogni smentita) che nel linguaggio economico “esportare” non significa esportare oltre i confini del nostro Paese, bensì oltre i confini della Comunità Europea. Si, perchè quando si esporta verso uno dei 27 paesi della Comunità si parla di “fare una transazione intracomunitaria”, cosa che la legge sui minimi sembra consentire (deduco, ed anche qui spero di non essere smentito).

Le cessioni intracomunitarie non sono causa di esclusione dal regime minimo. Solo le esportazioni da individuare tra quelle di cui agli art. 8, 8bis, 9, 71 e 72 sono causa di esclusione.

E per quanto riguarda l’Intrastat ecco questa discussione:

La circolare dell’agenzia delle entrate n.36 del 21.06.2010 al punto 3 ha chiarito che i contribuenti minimi utenti AdSense non hanno l’obbligo di compilare l’intrastat.

Questa per l’INAIL:

Per le ditte individuali del settore commercio non si fa l’iscrizione all’INAIL se non hai personale dipendente e/o collaboratori.

Cosa serve per aprire la partita iva?

Per prima cosa, tanto tempo e tanta pazienza :)

Firma digitale – conosciuta anche come firma elettronica, rappresenta l’insieme dei tuoi dati personali in forma elettronica, utilizzata come metodo di identificazione informatico. Ti rimando alla pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

In poche parole, è una specie di chiavetta USB oppure una scheda tipo bancomat, che deve essere fornita da un ente certificato e a cui dovrai fornire la copia della carta d’identità e del codice fiscale.

Quale scegliere? Io personalmente ho valutato la firma digitale di Aruba e delle Poste italiane (da quello che avevo letto, anche le camere di commercio rilasciano la firma digitale, cerca CNS card). Siccome non amo particolarmente le poste (indovina il motivo :) ), mi sono affidato ad Aruba acquistando una smart card+lettore a 58€. Esperienza abbastanza negativa!

In primis, devi inviare la Carta d’identità, via posta oppure tramite fax, mentre alle poste ci puoi andare di persona. Ma non è finita qua. Prima di acquistare la firma digitale, non avevo letto (o molto probabilmente, non c’era scritto) che avrei dovuto inviare assieme al documento di riconoscimento anche altri documenti (che ho trovato per sbaglio nella mail che mi è arrivata, li hanno messi belli nascosti!):

  • Originale del Modulo di Richiesta Certificato debitamente firmato (allegato alla presente);
  • Originale del Modulo “dichiarazione sostituiva dell’atto di notorietà” debitamente firmato* (allegato alla presente).

Hai notato qualcosa di strano? Un bell’asterisco! Che ricercandolo nella mail (sempre più nascosto) dice:

*Attenzione! L’atto di notorietà deve essere autenticato e sottoscritto di fronte a pubblico ufficiale presso il proprio comune.

Cosa significa? Che sono dovuto andare in comune perdendo del tempo prezioso e ho dovuto spendere altri 14.62€ per una marca da bollo!

Tempistiche? Ho pagato il 17/01/2013 e mi è arrivata a casa il 06/02/2013 (ho perso 5 giorni perchè nella mail di Conferma Ordine,  non ho visto che dovevo inviare i documenti che ho descritto sopra… errore mio? Mah…)

PEC – la posta elettronica certificata fornisce alla mail lo stesso valore legale della raccomandata con avviso di ricevimento. Questa, può essere rilasciata a pagamento solamente da gestori autorizzati (la PEC gratuita del governo, è un’altra cosa).

Personalmente mi sono affidato al servizio di Aruba pagando 6€ e non mi trovo affatto male. Anche in questo caso ho dovuto fornire i documenti di riconoscimento, ma mi sembra di averli semplicemente caricati online (l’ho fatto più di un anno fa, non ricordo bene).

ComUnica – la Comunicazione Unica d’impresa dovrebbe semplificare (io l’ho trovata complicatissima) il rapporto tra le imprese e la pubblica amministrazione. Si può trovare la semplificazione nel fatto che permette di inviare la richiesta di creazione dell’impresa contemporaneamente alla Camera di Commercio, all’Agenzia delle Entrate, all’INAIL e all’INPS, senza dover vagabondare per tutti i relativi uffici.

Da quello che ho capito, la ComUnica è obbligatoria se ti registri come ditta individuale (ma anche in altri casi), quindi, anche volendo, non puoi più iscriverti tramite moduli cartacei.

Account Telemaco – Telemaco è lo strumento che dovrai utilizzare per gestire i documenti e le pratiche online riguardanti l’azienda, come per la consultazione di visure, bilanci e per richiedere certificati. Registrati da questa pagina selezionando Telemaco Consultazione + Invio Pratiche + Richiesta Certificati.

StarWeb –  è lo strumento gratuito che devi utilizzare per compilare autonomamente la ComUnica.

Soldi – in totale ho speso 205 euro per aprire la partita iva, senza contare lo stress :) Ci vogliono circa 40€ per pagare le imposte e bolli vari. Devi averli disponibili per poterli caricare sul conto di Telemaco, ad esempio attraverso la PostePay. Poi 6 per la PEC e circa 60 per la Firma Digitale (io ho speso inutilmente anche 15€ per una marca da bollo, evitabile).

ComUnica StarWeb

ComunicaStarWeb accompagna l’utente nell’utilizzo per tutte le operazioni connesse all’apertura di un’impresa, alla modifica dei suoi dati e alla sua chiusura

Accedi a questa pagina con le credenziali di Telemaco, poi segui la Guida ComunicaStarweb.

C’è anche il corso gratuito da fare per imparare a compilare la ComUnica, che ti consiglio di seguire per compilare la ComUnica per l’apertura di una ditta individuale. Non riporto in questa pagina i passaggi perchè ti vengono già mostrati nel video, piuttosto ti mostrerò alcuni dubbi che mi sono venuti sulla compilazione.

In ogni caso, per la compilazione ti consiglio di seguire la guida ufficiale e se ti trovi in grandi difficoltà, di chiedere ad un commercialista/CAF (o in alternativa, ai forum, sapendo che le risposte potrebbero non arrivare mai e essere non corrette)… meglio perdere uno o due giorni per essere sicuri, piuttosto che fare errori durante la compilazione.

Seguendo le guide che ti ho linkato, ho avuto lo stesso dei dubbi sulla compilazione di alcune sezioni, che ti mostro qui sotto.

Piccolo imprenditore o Imprenditore commerciale?

Io ho messo Piccolo imprenditore, perchè, come riportato in questo link, sono un piccolo commerciante:

Come recita il Codice Civile, sono piccoli imprenditori (art. 2083 C.C.):

  • i coltivatori diretti del fondo;
  • gli artigiani;
  • i piccoli commercianti;
  • coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.

i sensi del Codice Civile, è imprenditore commerciale (art. 2195 C.C.) chi esercita:

  • attività industriali dirette alla produzione di beni e servizi (ad esempio una fabbrica automobilistica, un’emittente televisiva privata);
  • attività intermedie nella circolazione dei beni (cioè le attività «commerciali» comunemente intese):
    • commercio all’ingrosso;
    • commercio al dettaglio;
    • commercio ambulante;
    • pubblici esercizi commerciali (bar, ristoranti, ecc.);
  • attività di servizi:
    • attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
    • attività bancaria o assicurativa;
    • altre attività ausiliarie delle precedenti (ad esempio agenzie di mediazione, di pubblicità, ecc.).

Attività Esercitate nella sede

Prima di tutto, ti invito ad informarti presso il tuo comune se la vendita di spazi pubblicitari su un sito web è inquadrata come Agenzia pubblicitaria (che richiederebbe un’autorizzazione a parte) e se l’attività è vista come commercio elettronico.

Per il mio comune, Trecate, tale attività non è intesa come commercio elettronico e l’azienda non può essere inquadrata come agenzia pubblicitaria perchè non effettuo nessuna intermediazione per la vendita degli spazi pubblicitari.

Per quel che ho capito io, sono quindi delle semplici “prestazioni pubblicitarie” o “servizi pubblicitari”.

Detto ciò, dietro suggerimento del responsabile delle pratiche ComUnica di Novara (che ringrazio per la pazienza) ho dovuto inserire nella sezione:

  • ATTIVITA’ ESERCITATE NELLA SEDE : Vendita di spazi pubblicitari su un sito web
  • ATTIVITA’ PREVALENTE DELL’IMPRESA : l’attivita’ coincide con la primaria della sede: SI

Infine ho dovuto aggiungere nel campo Note XX la seguente dicitura: TALE ATTIVITA’ PER IL COMUNE DI TRECATE NON E’  SOGGETTA AL RILASCIO DI ALCUNA AUTORIZZAZIONE.

VIES

Per poter operare con affiliazioni e vendere spazi pubblicitari ad aziende europee (operazioni intracomunitarie, ovvero all’interno della UE), come AdSense, devi essere iscritto al VIES. Essere inseriti nell’archivio informatico europeo sull’IVA, meglio noto come VIES (VAT Information Exchange System) è necessario a imprese per effettuare scambi e transazioni commerciali all’interno della UE. Per registrarti immediatamente, basta compilare i campi Volume acquisti/cessioni nella sezione Operazioni Intracomunitarie. Soprattutto, nel campo cessioni devi mettere il valore presunto di guadagno. Ad esempio:

operazioni intra

Puoi consultare l’avvenuta iscrizione al VIES inserendo il numero di partita IVA a questo indirizzo, solamente 30 giorni dopo l’invio della pratica. Nei primi 30 giorni, non puoi effettuare ancora nessuna operazione intracomunitaria. A me hanno verificato la p.iva il 30-esimo giorno.

Se dopo 30 giorni non riceverai nessuna notifica, molto probabilmente ti avranno accettato l’iscrizione al VIES (ma controlla sempre che sia presente tramite l’indirizzo che ti ho mostrato). Se non ricevi nessuna notifica negativa e la tua p.iva non compare validata dopo 30 giorni, contatta l’AdE.

Da questo link leggo anche che:

Ma non è finita qui. Entro i 6 mesi dall’inserimento nell’archivio Vies gli uffici dell’agenzia delle entrate possono effettuare ulteriori controlli più approfonditi per la verifica di una propensione ad effettuare operazioni irregolari, evasive o fraudolente da parte del richiedente istanza di iscrizione. Passato questo ulteriore periodo di 6 mesi nell’archivio Vies, la posizione del richiedente può dirsi consolidata anche se resta sempre soggetta a osservazione da parte degli uffici competenti dell’agenzia delle entrate. Maggiori informazioni

Regime dei minimi

Barra Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art.27, commi 1 e 2 del D.L. 6 luglio 2011, n.98).

Immobile destinato all’esercizio dell’attività

I dati relativi all’immobile sono facoltativi, può quindi ometterli (ma ricontrolla la guida per sicurezza).

Attività e codice Ateco

Il codice ATECO relativo alla sola vendita di spazi pubblicitari e affiliazioni è 731102, con descrizione attività Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari.

MODALITÀ DI ASSOLVIMENTO partita iva?

Qui ci ho perso ore e ore, per poi capire che era una cavolata.

Gli obblighi fiscali relativi alla presentazione telematica delle pratiche dei documenti sono assolti in modo virtuale.

In poche parole devi selezionare Bollo in entrata. Poi completi la procedura e se provi ad effettuare il pagamento, ti verrà detto che non hai disponibilità economica sul conto Telemaco, mostrandoti anche il totale dovuto. Ora devi ricaricare il conto Telemaco, ad esempio attraverso la PostePay, e rifare la procedura per il pagamento.

Io ho pagato 35.50€ per i diritti più 2€ per la tariffa.

Diritto annuale

Per l’apertura di una nuova ditta individuale, come mi hanno giustamente fatto notare i super commercialisti nei commenti a fondo articolo, occorre pagare il diritto annuale, una tassa da pagare alla camera di commercio. Conviene addebitare il diritto annuale in fase di iscrizione (cioè ora), oppure puoi farlo entro i 30 giorni successivi alla nascita della ditta individuale tramite modello F24. Se paghi dopo i 30 giorni, dovrai aggiungere interessi e una sanzione mediante “ravvedimento operoso“.

In totale ho pagato 88€ di diritto annuale.

Cosa accade poi

Dopo pochi minuti (una mezz’oretta circa) la tua pratica verrà protocollata automaticamente, quindi gli viene assegnato un numerino univoco. Ti verranno inviate le ricevute delle domande che hai fatto:

  • RICEVUTA DELL’AVVENUTA PRESENTAZIONE VIA TELEMATICA ALL’UFFICIO REGISTRO IMPRESE DI NOVARA
  • RICEVUTA DI ACCETTAZIONE DI COMUNICAZIONE UNICA
  • DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA’ VARIAZIONE DATI O CESSAZIONE ATTIVITA’ AI FINI IVA

L’ultimo che ho aggiunto, contiene anche una cosa molto importante: il tanto atteso e sudato numero di partita iva! Questo vuol dire che, hai aperto la tua ditta individuale! :)

Puoi già cominciare a mostrare il numero della p.iva in tutti i siti web “aziendali”, visto che è obbligatorio.

Puoi consultare lo stato di avanzamento della pratica attraverso il servizio telemaco, in Pratiche R.I. > Monitoraggio stato avanzamento > e selezionando la pratica desiderata.

Dopo qualche giorno (circa 5, ma dipende dal carico di lavoro che hanno) verrà esaminata la pratica e verrà evasa (se tutto conforme), oppure sospesa.

Sospesa: c’è qualcosa che non va nella pratica, ma ti verrà anche specificato cosa e come sistemarlo. Segui precisamente ciò che ti viene scritto. Se hai dubbi, puoi mandare dei messaggi nella sezione Messaggi della pratica stessa (sempre in Pratiche R.I. > Monitoraggio stao avanzamento > pratica). Poi dovrai fare il rinvio entro 10 giorni e senza allegare la domanda all’AdE (ma trovi un po’ di guide al riguardo sul sito e su internet, come questa).

Evasa: good! :) Hai compilato tutto correttamente e la pratica è stata evasa! Ti dovrebbe arrivare a breve la Visura di Evasione.

Dopo circa una settimana la Camera di Commercio dovrebbe inviare anche la comunicazione all’INPS (tu non dovrai fare niente). L’INPS ti invierà a casa una raccomandata dove vengono riportati i contributi da versare, le date e i diritti INPS.

Osservazione per l’INPS

Il contributo per l’INPS gestione commercianti è da pagare in ogni caso, sia se guadagni 30.000€ che 5€. Per il 2013, secondo la circolare INPS, ammonta a 3.361,41€, e ogni anno aumenta sempre di più 😯  Quindi valuta bene questo prima di aprire la partita iva per vendere spazi pubblicitari e affiliazioni.

Il pagamento avviene in 4 “comode” rate da 840.35€, ovvero 280€ al mese di spese fisse, da pagare tramite modulo F24.

Ah, dimenticavo, se “malauguratamente” si guadagna più del reddito minimo (attualmente) pari a € 15.357,00, bisogna pagare il 21,84 % sulla differenza, in più ai 3.361,41 fissi.

Ora arriva la parte difficile

Se pensavi che aprire la partita iva fosse la parte più complessa, ti sbagliavi. Ora dovrai cominciare a gestire le fatture correttamente, prepararle, inserire tutte le diciture adeguate, fare attenzione alle scadenze, rimanere aggiornato… insomma, non è per nulla semplice come ti avevo già accennato. Ma per questo argomento, ci vuole un articolo a parte…

Una piccola informazione: nel regime dei minimi, dato che le nostre fatture sono senza Iva, quando l’importo della prestazione supera i 77,47 euro non dobbiamo dimenticarci di applicare sul documento originale da inviare al cliente, una marca da bollo da 1,81 euro.

PS: le fatture non vanno mai emesse e inviate dopo la data in cui ricevi il pagamento!

Due chiacchiere

Sei arrivato fino alla fine? Complimenti :)

Se vuoi segnalare delle inesattezze, dare dei suggerimenti o riportare la tua esperienza, io e molti altri utenti interessati siamo disponibili a scambiare due chiacchiere in maniera pacifica nei commenti qui sotto.

Purtroppo, come ho già accennato all’inizio, non sono in grado di fornirti informazioni su domande particolari sulla p.iva in generale e molto probabilmente non è questo il luogo adatto, ti conviene provare a chiedere sui forum di settore.


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con le dita sempre in costante, frenetico movimento sulla tastiera… vengo spesso trascinato e catturato “in rete” per colpa delle mille idee che mi girano per la testa (prima o poi troverò quella giusta)… dal futuro incerto (nonostante una laurea, e chi non lo è?..siamo in tanti!) .. credo fortemente nella condivisione della conoscenza!
30 Commenti
  • Rosario Emmi

    Grazie mille per i complimenti (che ricambio) e per il link 😉 .
    Innanzitutto condivido il tuo pensiero sulla materia, con riferimento alle prime informazioni che dovrebbero essere di pubblico dominio, gratuite e più semplici da reperire (mi sto attivando a proposito per un bel progetto con applicazioni web e mobile).
    L’articolo è impeccabile (anche se ho letto un pò velocemente visto che conosco la materia), ma la parte più complessa deve ancora arrivare: la gestione, anche in regime dei minimi, può non essere rose e fiori soprattutto per la presenza di adempimenti come l’Intrastat (per acquisti intracomunitari), il versamento dell’IVA per acquisti esteri, il versamento ritenute d’acconto nel caso di servizi professionali, il 770 e altri adempimenti (potrai poi fare un bell’articolo successivamente). Quindi come hai ben indicato (non per tirare acqua al mio mulino) consiglio di rivolgersi ad un professionista per evitare errori.
    Unico appunto sui prezzi del commercialista: non bisogna sempre diffidare dal prezzo relativamente basso (ovviamente se il prezzo è di 100/200 euro posso concordare, anche se la gestione contabile è molto semplice e durante l’anno in teoria non ci sono adempimenti). Piuttosto consiglio di verificare sempre l’iscrizione del professionista ad un albo professionale (dottori commercialisti ed esperti contabili, basta visitare il sito nazionale o quello dell’ordine di appartenenza) per avere una qualche garanzia di affidabilità (anche se a volte purtoppo non garantisce nemmeno quello per lui, ma questo è nella natura umana).
    Complimenti ancora e buon lavoro!

    • Roberto Iacono

      Grazie mille per le precisazioni Rosario!

  • Rosario Emmi

    Dimenticavo, oltre ai diritti e bolli conviene sempre addebitare il diritto camerale (ta 88 e 106 euro in base alla provincia) all’atto dell’avvio della pratica, perchè altrimenti bisognerà ricordarsi di versarlo con F24 entro 30 giorni dall’inizio attività. Se si fa successivamente si dovrà pagare con ravvedimento operoso (pagando sanzioni ed interessi).

  • Fabio Micera

    Ottimo articolo. Giusto l’avviso di Rosario, conviene addebitare in fase di iscrizione il diritto camerale, cosi da non ricordarsi una scadenza in più (quella dei 30 giorni dall’iscrizione per effettuare il versamento). Buon lavoro!

  • Stefano

    Io mi sto informando per qualcosa di diverso: aprire un’attività all’estero e trasferirmi lì con un regime fiscale più decente. Il punto di partenza è sempre la monetizzazione del mio blog.

    Se ho successo ti faccio sapere. :)

    • Roberto Iacono

      :) Volentieri …

    • Erind

      Caro Stefano,
      Leggendo l’interessante articolo di Roberto, vorrei chiederti se hai trovato informazioni riguardanti l’apertura di una partita IVA all’estero.

  • Elisabetta

    Grazie Roberto per questo post, dettagliato, chiaro (in un mondo poco chiaro, quello fiscale) e utile. Concordo con Stefano sull’aprire un’attività fuori dall’Italia, per le ragioni che sappiamo.

  • Davide

    Una motivo in più per darsi da fare fino a raggiungere il tuo traguardo…

    Grazie Roberto delle informazioni sempre utilissime!

    • Roberto Iacono

      Grazie a voi :)
      E buon lavoro… le tasse e la tanta troppa burocrazia, chiamano! :)

  • Salvatore

    Ciao Roberto sono d’accordo per quello che ai scritto ma non sarei d’accordo per come sei prolisso sul ragionamento perche’ la gente scappa da subito e non solo ma non aprirebbe nessuno persona un website.

    • stefano

      se scappano vuol dire che non sono realmente interessate.
      Io son già alla terza lettura su quest’articolo che ritrovo utile in tutti i punti

  • Emiliano

    Ciao Roberto,
    grazie mille per i tuoi preziosissimi articoli! Mi piace il tono con cui affronti gli argomenti. Semplice, efficace e con tanti esempi pratici!
    Vorrei chiederti un consiglio, in base alla tua esperienza personale, riguardo la decisione di monetizzare con un sito.
    Ho letto nell’articolo che come spese fisse annue, oltre all’apertura della Partita Iva ed eventualmente il costo di un commercialista, ci sarebbero da versare 3361,41 € l’anno di INPS, ovvero 280 € al mese.

    Quando hai capito che potevi effettivamente guadagnare col tuo sito?
    Io parto da 0, ho un sito su una piattaforma gratuita che da sette mesi a questa parte sta avendo una notevole crescita. Vorrei quindi passarlo ad una gestione self-hosted, mettendo in pratica i tuoi preziosi consigli ed inserendo qualche banner pubblicitario. Mi spaventa però un po’ questa somma da pagare mensilmente, perché non so’ quanto effettivamente ci si possa guadagnare, io mi accontenterei per i primi anni almeno di andarci paro…
    Quali possono essere, di massima, i numeri per poter aprire una partita IVA senza rimetterci e poter “guadagnare” qualcosa con la pubblicità?

    • Roberto Iacono

      Ciao Emiliano,
      freno un po’ l’entusiasmo :) Se lo fai per andarci a pari, lascia stare, non ne vale la pena.

      Io ho iniziato così: ho monetizzato il blog senza mai ritirare i soldi, quando ho visto che riuscivo ad andare sopra le spese più un reddito minimo medio (che puoi decidere te in base alle tue esigenze), allora ho aperto la ditta individuale.

      • Emiliano

        Grazie mille per i tuoi suggerimenti Roberto. Sei, come sempre, preziosissimo! :)

  • Massimo Fissore

    Come sempre sei stato chiarissimo Roberto. Io sto seguendo un corso per avviare la propria impresa, dove vengono spiegati tutti gli aspetti: Dalla mentalità che devi avere se vuoi diventare un imprenditore, la busocrazia, l’avvio di una start-up, la gestione dell’impresa, ecc….

    Se interessa, posso lasciare il link per accedere al corso.
    Non l’ho inserito, perchè non so se posso.

    • Roberto Iacono

      Linka pure Massimo, ti ringrazio :)

  • Emanuele

    Per quanto riguarda la firma digitale è sufficiente presentarsi alla camera di comemrcio e per la prima volta te la danno gratis se chiedi la tessera, dovrai solo comprare il lettore, ma se ti appoggi ad un commercialista non ne hai bisogno. Anche la pec puoi averla gratis, lo stato ne fornisce una che però puoi usare solo per comunicare con la pubblica amministrazione, se non devi comunicare con fornitori o rappresentanti tramite pec questa soluzione potrebbe andare bene.

  • Antonio

    Complimenti per l’ottima guida, una delle migliori su piazza al momento… e non scherzo! Mi permetto di aggiungere un paio di particolari che mi vengono in mente su due piedi: 1. molte volte si affianca la P. IVA per adsense al lavoro dipendente, in questo caso si ha la possibilità di indicare nel modulo ComUnica che l’attività prevalente è quella da lavoro dipendente, quindi in questo caso non si dovrà fare l’iscrizione all’INPS e si eviterà quindi l’onere dei contributo da commerciante! 2. oltre a tutto ciò che hai indicato non credo tu abbia menzionato la scia, comunicazione di inizio attività da fare al Comune dove ha sede l’attività; anche se si tratta di un’attività parificata al commercio elettronico molti comuni richiedono quest’adempimento… il costo varia da comune a comune.

    • Roberto Iacono

      Ti ringrazio Antonio per il contributo :)
      Per il punto 2 mi pare di averlo menzionato, ma nel mio comune (ho chiesto) e la sola vendita di spazi pubblicitari non è vista come commercio elettronico, bensì come prestazione di servizi.

      Un saluto :)

  • Sandro

    Ciao e complimenti per l’articolo.
    Ho dei dubbi però su questa parte:
    “Una piccola informazione: nel regime dei minimi, dato che le nostre fatture sono senza Iva, quando l’importo della prestazione supera i 77,47 euro non dobbiamo dimenticarci di applicare sul documento originale da inviare al cliente, una marca da bollo da 1,81 euro.”

    Da quello che so a Google non interessa se tu gli invii la fattura.
    Il bollo quindi riguarda l’emissione della fattura o proprio l’invio?

    • Roberto Iacono

      Ciao Sandro,
      ti ringrazio :)
      Il bollo riguarda l’emissione della fattura, anche se non la invii (ma in teoria dovresti farlo) devi apporre il bollo sull’originale.

  • nelbenessere.com

    Io da quanto ho capito con il governo Monti è stata creato anche il regime dei superminimi( pe i requisiti d’accesso sono praticamente non aver lavorato mai prima, in parole molto povere). Volevo sapere se qualcuno l’ha mai provato? Anche perché in futuro potrei farlo per il mio sito.
    Buon articolo anche questo<. complimenti!

  • paolo

    Ottimo articolo, grazie 1000.
    Se non ho capito male leggendo i commenti… hai monetizzato con adsense (senza incassare) fino ad ottenere una somma cospicua che ritenevi ottima per aprire P.IVA.

    Una volta che apri P.IVA e ti arrivano di botto tutti quei soldi come fai a dimostrare che sono il guadagno di quel mese????

    • Roberto Iacono

      Perchè devi dimostrare che sono il guadagno di quel mese?

      • Paolo

        mmm 2800 euro di botto in un mese e il successivo poco più di 400 mi sembra un bella differenza.

  • Marco

    Ciao, grazie per l’utilissima guida! Riguardo al contributo minimo annuale da versare all’INPS, io avevo letto a questo link ( http://www.lamiapartitaiva.it/contabilita-iva/regime-dei-minimi-le-7-cose-che-dobbiamo-assolutamente-sapere/ ) che per la gestione separata non c’è un minimo da pagare. Perchè tu sei iscritto come gestione commercianti? Cosa cambia?
    Grazie mille

    • Antonio M.

      Siccome si tratta di vendita di spazi pubblicitari e non di prestazioni professionali è obbligatoria l’iscrizione alla gestione commercianti.

  • Anna

    Salve io per ora ho aperto solo la partita iva se il sito mi dara’ dei guadagni superiori ai 5000 euro annuii allora credo che avviaro’ anche pe la camera del commercio ecc ecc

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