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Vendere spazi pubblicitari sul sito-blog, partita iva o ritenuta d’acconto?

Vendere spazi pubblicitari sul sito-blog, partita iva o ritenuta d'acconto?


Per vendere spazi pubblicitari come adsense o banner di privati, in maniera legale, bisogna avere la partita iva anche se si guadagnano poche decine di euro al mese oppure si possono vendere anche senza partita iva?
Questa è la domanda che mi sono fatto più e più volte nel corso di questi mesi, per capire come poter guadagnare qualche soldino da questo blog senza avere problemi di nessun tipo.

La risposta però non è stata così semplice da trovare. Non sono un esperto del settore, ma ho studiato parecchio, mi sono documentato a fondo su forum come GT Forum, AlVerde e html.it, spesso trovando dichiarazioni contrastanti che mi hanno confuso parecchio…  Oggi voglio scrivere in maniera chiara e semplice la risposta alla domanda iniziale.

Per vendere degli spazi pubblicitari (come adsense di google) sul tuo blog, devi necessariamente avere la partita iva. Non puoi utilizzare la ritenuta d’acconto, anche nel caso in cui guadagnassi meno di 5.000 euro all’anno.
Il perchè deriva dal fatto che la ritenuta d’acconto viene utilizzata solamente per prestazioni occasionali, tipo fare un sito web, per un massimo di 30 giorni complessivi all’anno per singolo cliente.
La vendita di spazi pubblicitari, è invece un’attività continuativa, i banner vengono mostrati 24 ore su 24, ed è considerata attività d’impresa per la quale è necessaria la partita iva.
La cosa che voglio sottolineare è che Adsense e la vendita degli spazi pubblicitari non c’entrano in alcun modo con i 5.000 euro e la ritenuta d’acconto!
Chi vende spazi pubblicitari e non possiede la partita iva (o se ce l’ha, poi non dichiara i guadagni), è un evasore fiscale, quindi perseguibile dalla legge italiana! Se fai semplicemente la ritenuta d’acconto non va bene!

Ora che ti sei spaventato un po’, ti starai chiedendo, ma io guadagno 10-20-50-100 euro al mese, mi conviene economicamente aprire la partita iva o vado in perdita?
La mia risposta è: dipende se hai già un lavoro o meno… ho selezionato due grandi categorie che trovi un po’ più sotto.
Prendendo in esame la condizione di regime dei minimi (dal 2012) riservato alle persone fisiche fino al compimento dei 35 anni che esercitano attività d’impresa con ricavi inferiori a  30.000 euro, il punto in comune tra le due macro categorie è il costo per aprire la partita iva e l’imposta sostitutiva scesa al 5%. L’imposta andrà pagata solamente se si ha un utile attivo, ovvero se si recuperano tutte le spese fisse. Supponi di avere 2.800€ + 100€ di spese fisse all’anno, e un guadagno annuale complessivo di 4.000€, allora l’utile sarà di 4.000-2.900=1.100€, dovrai pagare il 5% di 1.100€ e non su tutti i 4.000.
Il costo per aprire la p.iva è relativamente basso, circa 100 euro annuali, più spese commercialista di circa 1.000 euro annuali (ricordo che avere il commercialista non è obbligatorio, potresti gestire tutto te e risparmiare un po’, ma è sempre molto consigliato averne uno).

Chi ha iniziato l’attività prima del 2012 e ha superato la soglia del 35esimo anno, potrà usufruire ancora del regime dei minimi per un massimo di 4 anni successivi a quello di inizio dell’attività d’impresa. Ad esempio, se hai 40 anni e hai avviato la tua attività nel 2010, potrai rientrare nel regime dei minimi fino al 2014

Sono un povero studente, un disoccupato

La situazione qui è dolorosa, la cosa che pesa veramente sono i contributi per l’INPS (per pagarti la pensione che difficilmente vedrai), ovvero circa 2.800 euro all’anno fissi, che dovrai pagare anche se non guadagni neanche 1 euro!
Facendo due conti, per arrivare ad avere un pareggio di bilancio devi guadagnare circa 2.900+ euro lordi all’anno (100 della p.iva + 2.800 dell’INPS e senza contare le spese del commercialista ) . Con buona approssimazione, dovresti guadagnare circa 241 euro al mese per arrivare solo in pareggio, una bella cifra se guardi quanto stai guadagnando attualmente con i tuoi banner adsense!
Non dimenticare che questo è il guadagno minimo per arrivare al pareggio e senza avere l’appoggio del commercialista. Ma una volta che apri la partita iva potrai scaricare l’iva, avrai un maggior numero di aziende disposte ad inserire la pubblicità sul tuo blog, avrai maggiori guadagni e potrai anche effettuare prestazioni professionali in regola per raggiungere “i 241 euro”. Insomma, sarai imprenditore di te stesso, con tutti i rischi che ne derivano.

Il mio consiglio è di aprire la partita iva solamente quando sei sicuro di raggiungere almeno i 241 euro mensili globali (tenendo conto di tutte le entrate che potrai avere, non solo degli spazi pubblicitari).
Nel frattempo, puoi continuare a mostrare gli annunci Adsense o vendere gli spazi pubblicitari, ma non devi riscuotere il denaro, blocca la possibilità di ricevere i pagamenti! Finchè non riscuoti, non hai un guadagno fisico, tangibile, quindi non sei perseguibile fiscalmente!
Volendo, puoi provare ad inserire il pulsante delle donazioni volontarie (ad esempio il classico pulsante paypal), sperando nella generosità delle persone (ma difficilmente avrai dei guadagni).
In aggiunta a tutto ciò, impegnati il più possibile ad ampliare la visibilità del tuo blog, aumenta il numero dei visitatori, concentrati sul contenuto di quello che scrivi, fai crescere il tuo business con idee innovative e vedrai che otterrai buoni risultati nel giro di qualche anno…

Sono un lavoratore, possiedo già una cassa previdenziale

In questo caso non dovrai pagare i 2.800 euro annuali per aprire una nuova cassa previdenziale, in quanto stai già pagando i contributi per l’INPS!
Quindi per vendere gli spazi pubblicitari hai solo le spese di apertura della partita iva 100 euro più un’eventuale spesa del commercialista (consigliato ma non obbligatorio) di circa 1000 euro annuali. In totale sono 1.100 euro, quindi per arrivare ad una condizione di pareggio di bilancio dovrai avere un guadagno lordo di 1.100 euro annuali, ovvero 91 euro al mese, situazione fattibile nel giro di un anno o meno, a seconda della nicchia e del tempo a disposizione per lo sviluppo del blog.

Dì la tua

Questo post non vuole far riflettere sul sistema fiscale italiano, che come altre cose in Italia non è il massimo, piuttosto voglio far capire a te e a tutti quelli che lo leggeranno che non si può ricevere denaro per la vendita di spazi pubblicitari (adsense compreso), per i programmi d’affiliazione, e più in generale, per qualsiasi metodo di guadagno onlinese non possiedi la partita iva, e che comunque nella peggiore delle ipotesi un guadagno di 241 euro lordo mensile si può raggiungere nel giro di uno-due anni, basta credere in quello che si fa e non mollare mai!
Buon lavoro!


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Anonimo
   
con le dita sempre in costante, frenetico movimento sulla tastiera… vengo spesso trascinato e catturato “in rete” per colpa delle mille idee che mi girano per la testa (prima o poi troverò quella giusta)… dal futuro incerto (nonostante una laurea, e chi non lo è?..siamo in tanti!) .. credo fortemente nella condivisione della conoscenza!
136 Commenti
  • […] cominciando a cercare un inserzionista e provare con gli annunci CPM… e ricordati che per guadagnare vendendo spazi pubblicitari, hai bisogno della partita iva. Te che metodo utilizzi? Tweet Se hai trovato utile il […]

  • coupon palermo

    Ciao,

    interessante post.

    Vorrei aggiungere 2 cose….

    1 – la spesa del commercialista è un costo scaricabile. Le tasse si pagano su un totale dato da “incassato-costi”. Il conto quindi che hai fatto nell’esempio va leggermente rivisto (concordo su circa il 40% di tasse finali).

    2 – per chi è già lavoratore, ok sull’apertura della P.iva ma ricordiamo a chi legge che ai fini fiscali il reddito percepito dalla pubblicità fa cumulo con il reddito dell’altro lavoro.

    Spero di essere stato d’aiuto.

    ciao

  • Marco

    Arrivarci a guadagnare 400 euro al mese di adsense, chi ci riesce ha tutta la mia ammirazione.

    • Roberto

      Un giorno avrò la tua ammirazione allora :)

      • Marco

        Roberto, hai aperto partiva IVA allora? Nel caso puoi scrivere nel post un aggiornamento e darci le tue prime impressioni? Ciao.

        • Roberto

          Magari, ancora non rientro nelle spese! Non mi conviene, ho bloccato la riscossione degli annunci adsense e affiliazioni varie, non ho voglia di rischiare al momento. La aprirò il prossimo anno quando mi dedicherò tutto il giorno a questa mia passione-lavoro!
          La cosa che mi frena sono i 2.800 euro dell’INPS, uff…

          • coupon palermo

            Ciao Roberto,

            personalmente a conti fatti non so se è meglio pagare i 2800 euro o avere già un altro lavoro e non pagare i 2800 euro in quanto stai già pagando i contributi per l’INPS.

            Considera che nel caso di doppio lavoro le tasse si mangiano praticamente tutto!

          • Roberto

            Esatto, c’è da valutare anche questo fatto… in più avresti molto meno tempo da dedicare al blog, il sogno sarebbe dedicarsi solo al blog! Ma ne deve passare di acqua sotto i ponti :)
            Anche io non ho mai sentito di qualcuno senza p. iva che è stato controllato dalla GdF per i guadagni Adsense… ma un detto dice, c’è sempre la prima volta! E con la fortuna che ho io… :)

          • Umberto Presta

            SALVE: lascia stare ho aperto una partita iva
            dopo un mese mi è recapita del inps una somma di 800euro da pagare. e poi inail altre 800uero solo per coprire i semestrale.
            comunque in italia non e cosa a diventare impreditore!!!!!

          • Roberto

            E’ dura diventare imprenditore sul web! Ma (quasi) niente è impossibile …

          • Andrea

            Questo è interessante. Quindi se incollo gli annunci, ma tengo l’ account bloccato (e quindi non risquoto) sono in regola. Tra l’ altro sono quasi obbligato ad ospitarli, mi spiego meglio.
            Ho un sito amatoriale (10 visite al giorno) ospitato su hosting gratuito. Nella mail di benvenuto mi hanno esplicitamente invitato a pubblicare i loro annunci. Anche se non è obbligatorio, mi sono sentito in dovere di accettare: dato che mi offrono uno spazio gratuito (la qualità è ottima, quasi professionale) è anche giusto che ci guadagnino qualcosa.
            In secondo luogo, se è vero che da regolamento non è obbligatorio ospitare i banner, è altrettanto vero che il mio sito può essere rimosso anche senza motivo, credo di essermi spiegato.
            Nelle circostanze appena descritte (ribadisco che non ho mai riscosso un centesimo) credo sia assurdo considerarlo attività di impresa.

          • Roberto Iacono

            Nel tuo caso è assurdo considerarlo attività di impresa, sono d’accordo. Purtroppo, rimarrai sempre nella paura di essere “scoperto”… se fossi in te, li pubblicherei ma senza riscuotere. In ogni caso, hai poco traffico per fare dei soldi… quindi non dovresti avere questo tipo di problema.
            Ciao
            Roberto

  • Valerio

    La soluzione di non incassare denaro è di accumularlo mi sembra ottima, anche se conosco gente che incassa due-tre assegni l’ anno di circa 70 euro senza aver nessuna p.iva, chiaramente è a rischio, ma quando la somma è così piccola non penso che qualcuno ti rompa! Cmq ottimo articolo!

    • Roberto

      Ti ringrazio!
      Anche io penso che finchè guadagni i soldi per pagarti l’hosting, nessuno ti verrà mai a disturbare, non ne varrebbe la pena! Alla fine siamo tutti umani, è anche “giusto” così se si è agli inizi, ma l’importante è essere al corrente del fatto che sei perseguibile e che non è legale, poi ad ognuno la libertà di decisione!

    • coupon palermo

      Considera che tendenzialmente il controllo avviene alla fonte.
      A fronte di un controllo della società che stacca fattura con controlli incrociati si controlla anche il destinatario. Considera tuttavia che nel caso di Adsense, trattandosi di società estera, credo che la probabilità si abbassi di parecchio.
      Ad oggi non ho trovato 1 caso di controllo di questo tipo.

      Per quanto detto sopra nel caso invece di banner ad esempio tra 2 società italiane la cosa cambia…. e di molto!. Qui la probabilità aumenta di tanto… ma proprio tanto!… 😀

  • Valerio

    un ‘ atra domanda mi è venuta? ma se non si possono vendere banner, questo significa che non si possano mettere nemmeno gratuitamente? Se io metto un banner di un azienda che magari conosco e con cui collaboro, per questo la voglio pubblicizzare senza farmi pagare, lo posso fare o incorro sempre in sanzioni?

    • Roberto

      In questo caso lo puoi fare tranquillamente, non stai vendendo niente! E’ come se tu regalassi delle magliette pubblicitarie (per esempio).

  • Valerio

    @coupon palermo
    Che vuoi intendere quando dici “Per quanto detto sopra nel caso invece di banner ad esempio tra 2 società italiane la cosa cambia…. e di molto!. Qui la probabilità aumenta di tanto… ma proprio tanto!…”

    • Roberto

      Penso che intenda che se utilizzi un’affiliazione oppure vendi un banner ad un privato italiano, ci sono molte più possibilità di subire controlli e quindi essere beccati.

      • coupon palermo

        @Roberto

        Bravissimo!. Controlli incrociati all’interno di uno stesso Paese sono molto più frequenti e probabili rispetto ad un eventuale controllo incrociato di una fattura staccata da Google… 😀

        Personalmente non ho il problema avendo P.IVA e non avendo un secondo lavoro.

  • Luca

    Ogni tanto si leggono articoli fatti bene, chiari e semplici.
    Sui regimi fiscali da adottare in caso di guadagni online ne ho letti parecchi ed anche io sono sempre stato più confuso che persuaso…

    Il problema è arrivarci a guadagnare una somma discreta che ti permetta di avere una partita iva (sembra quasi uno status symbol di sti tempi!?), sarebbe una bella soddisfazione…

  • Francesco

    Scusate se mi intrometto ma una volta ho letto sul forum di google riguardante adsense che non c’era alcun pericolo nel caso in cui non raggiungevi 5000 euro di reddito all’anno e questo è stato detto da vari collaboratori di google che lavorano in italia.

    • Roberto

      Ciao Francesco, hai fatto bene ad intrometterti!
      Io mi sono documentato molto nella rete, forum Adsense, forum Giorgiotave, forum Alverde… e la soglia dei 5000 è solo per prestazioni occasionali, la vendita di banner pubblicitari (come adsense), non è assolutamente occasionale. Per cui rimango dell’idea che il contenuto del post è valido, bisogna avere p.iva e INPS.
      Ma se mi linki una discussione che dice il contrario, vediamo di verificare il tutto.
      Ti ringrazio

      • Francesco

        Ora ho riletto qualche post sul forum e si vede che hanno cambiato la cosa perchè l’anno scroso avevo letto che non era così…E allora se tolgo la pubblicità ogni fine mese per un paio di giorni diventa prestazione occasionale e quindi evito di aprire la partita iva no? Per un guadagno annuale di 120 euro dovrei pagare le tasse a me sembra un pò esagerato

        • Roberto

          Secondo me no, perchè gli annunci li tieni 24 ore su 24…. Purtroppo le leggi sono queste, a mio parere sbagliate! Comunque non penso ti vengano a fare casini per 120 euro… ma mai dire mai…

  • teresa

    Vorrei avere anch’io qualche delucidazione in merito. Io ho un’attività aperta con P.Iva (quindi i costi li ho già sostenuti). Vorrei capire se mi conviene inserire nel mio sito questi annunci ads o altro e se si cosa devo fare? Posso eventualmente scegliere la categoria di annunci da inserire nel mio sito in modo che almeno ci siano solo annunci legati all’attività che svolgo? Cosa vuol dire (vedo dai precedenti post) accumulare ma senza incassare? Come funzionano gli ads di google? Ho mille domande ma mi limito a queste.
    Grazie 1000!!!

    • Roberto

      Ciao Teresa,
      allora, cominciamo:
      1. qual’è il sito, così ti posso dire se secondo me conviene o no
      2. quanti utenti unici al giorno hai all’incirca?
      3. le categorie le puoi selezionare più o meno, guarda Come mostrare annunci attinenti al tuo blog.
      4. Puoi anche decidere di non incassare i soldi che stai “guadagnando virtualmente” con adsense, ovvero puoi anche decidere di non farti fare il bonifico bancario (o assegno).
      5. Ads di Google? molto semplice, te mostri gli annunci, se un utente clicca su un annuncio, guadagni X centesimi, X può variare a seconda di mille fattori. E’ un così detto PPC, Pay Per Click.
      Più utenti hai e meglio è, solitamente si hanno 1 click ogni 100, 200 visualizzazioni dell’annuncio.

  • Cristian

    Ciao a tutti, ho letto il vostro articolo e mi sembra molto interessate, avrei anche io alcune domande da porre per cercare una risposta che ancora non ho trovato. Io ho un sito web che in realtà non è altro che una comunity a livello locale, che si propone di promuovere eventi manifestazioni locali, e contenuti informativi locali. struttura simile FB con foto video ecc. ecc.. Per sostenere i costi del server ho iniziato a pubblicati annunci di google e dato che è tutto a livello locale avevo pensato di promuovere pubblicità locale cercando di vendere gli spazi pubblicitari. La mia domanda è: Facendo una associazione no profit con tanto di partita iva, tutte le mie entrate andrebbero a finire nei costi del sito web e organizzazione eventi,(per ora le entrate sono inferiori hai costi) quindi tutto il discorso inps tasse varie ecc. non sono tenuto a pagare? Oppure mi sfugge qualche cosa?

    • Roberto

      Non sono sicuro, proverò a risponderti per logica, quindi ti consiglio di chiedere anche sul forum di Adsense o di Giorgiotave.

      Ho trovato questa risposta che mi sembra davvero illuminante e che faccia al tuo caso:

      se chiedi ad un notaio se una onlus puo avere introiti da AdSense magari strabuzza gli occhi, se chiedi “ma una onlus puo fare soldi vendendo pubblicita -spazi pubblicitari su furgoni, manifesti, deltaplani, ragazze in bikini su rollerblade- magari ti sapra rispondere.

      quando google ti manda l’assegnino o versa soldi su un CC, chi riceve la money la deve dichiarare.
      e puo farlo se il suo inquadramento fiscale lo prevede, ossia se il codice (non ricordo mai come si chiama) della P.IVA prevede l’attivita specifica.

      Come ONLUS puoi fatturare introiti derivanti dalla pubblicita? Credo che la risposta sia no!

      La stessa cosa potrebbe essere adattata al tuo caso, quindi penso che tu non possa farlo…

  • Michele Papaleo

    Ciao Roberto,
    articolo veramente interessante ma avrei una domanda.
    La vendita di banner ai privati che viene effettuata mensilmente, non si può regolarizzare con la ritenuta d’acconto?
    Non è un’attività continuativa se tizio compra un banner dal 1 luglio 2012 al 30 luglio 2012!

    • Roberto

      Ciao Michele!
      Bella domanda (da esperto quale sei :) ) …
      Il problema è che la legge non è chiara su questo argomento, per cui tutto è interpretabile… La vendita di spazi pubblicitari può essere considerata come una prestazione occasionale (per la quale si può usare la ritenuta d’acconto)? Secondo me no, perchè è un qualche cosa di continuativo. Se vendi una sola volta un banner allora potrei considerarlo occasionale. Se in un anno vendi lo stesso spazio ogni mese ad un privato diverso, penso non sia più occasionale. Quindi ti dovresti aprire p.iva e pagare l’INPS (che sono bei soldoni).
      Anche volendo effetuare una ritenuta d’acconto, non puoi emettere “una ricevuta di lavoro occasionale” ogni settimana (e neanche ogni mese), semplicemente perchè non è “occasionale”…
      Mi dispiace, ma questa è l’Italia!

  • Davide

    Io credo che non sia esattamente così. I redditi provenienti dalla pubblicità ospitata nel mio blog sono da inserire nel modella 730 come “redditi diversi”, derivanti dall’assunzione di un “obbligo a permettere”. La stessa situazione del proprietario di un terreno che permette ad un’agenzia pubblicitaria di impiantare un cartellone pubblicitario nel suo terreno: non è attività di impresa, ma reddito diverso, e pertanto non richiede la titolarità di una partita IVA. D’altra parte, se chiedi a Zanox (concessionaria di pubblicità on line), ti diranno che puoi ospitare la pubblicità senza essere titolare di partita IVA: forse mentono? E perché?

    • Roberto

      Interessante osservazione Davide, grazie.

      Ho cercato di approfondire quanto hai detto ma non sono riuscito a trovare nulla sul fatto che vendere spazi pubblicitari sul web, sia ricongiungibile a “obblighi di fare, non fare o permettere”.

      Ho trovato questo:

      Art. 81 Redditi diversi (attività non esercitate abitualmente).
      L’art. 81 disciplina i redditi diversi, una categoria residuale in cui compaiono quei redditi che non rientrano tra quelli di capitale, da lavoro dipendente ed assimilato e da lavoro autonomo.

      Della elencazione dei tipi di reddito, che scaturisce dalla lettura dell’articolo, vanno evidenziate le segg. lettere:

      “[…]
      i) i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente;
      l) i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;
      […]”.

      Quindi se la vendita di banner fosse ritenuta come “obblighi di fare, non fare o permettere”, allora hai pienamente ragione tu e non serve p.iva (mi salveresti la vita 😉 ), ma fino a prova contraria rimango della mia posizione. Riusciresti a trovare qualcosa di ufficiale dove si dice che la vedndita di banner è considerata come “obblighi di fare, non fare o permettere”?

      Per Zanox, io mi fiderei più di quello che dicono i commercialisti, prova a leggere questa discussione. A mio parere ci vuole sempre la p.iva.

  • Davide

    Grazie della tua risposta. Se ci fosse un testo legislativo o giurispudenziale che cita esplicitamente il caso in questione,il problema sarebbe risolto, ma purtroppo non c’è. Posso però dirti che Zanox dichiara ufficialmente che anche in Italia (non solo in Germania) non c’è obbligo di partita IVA per affiliarsi e pubblicare banners nel proprio blog e che Sportrade dichiara ufficialmente che non esiste una normativa esplicita in materia per cui si è autorizzati a ritenere che per la persona fisica priva di partita iva si debba soltanto versare la ritenuta d’acconto. Infatti Sportrade versa per i suoi affiliati la ritenuta d’acconto. Come riflessione personale io ti dico questo: ho un blog creato per puro diletto, a un certo punto decido di metterci uno spazietto pubblicitario. Non svolgo nessun lavoro, semplicemente lascio lì quella pubblicità senza fare nulla per elevare i miei guadagni. E’ come se il proprietario di un terreno decidesse di consentire a un’azienda di installare nel suo terreno un cartellone pubblicitario: non c’è attività continuativa del concedente né alcuna organizzazione di risorse e mezzi, c’è solo l’assunzione di un “obbligo a permettere”. Questo è il mio modo di vedere le cose. Grazie ancora.

    • Roberto

      Il tuo ragionamento fila, però il problema è come l’Agenzia delle Entrate vede realmente l’utilizzo dei banner?
      Io posso pure avere una mia idea, ma se poi loro dicono che è sbagliata, finisco nei casini.. purtroppo hanno il coltello dalla parte del manico.

      In ogni caso, domani (se mi ricordo), provo a porre la domanda sul forum di giorgiotave.it, ti linkerò la discussione…

      • Roberto

        Ho chiesto a ST Consulenze – Commercialisti & Avvocati che mi hanno gentilmente risposto in maniera gratuita:

        “la vendita di banner pubblicitari non può considearsi obbligo di permettere, ma, se svolta occasionalmente, potrà essere considerata come vendita occasionale (quadro redditi diversi), o come prestazione d’opera occasionale (soggetta a ritenuta d’acconto). Nel caso in cui la vendita mancasse del requisito di occasionalità, bisognerà aprire partita IVA.”

    • Roberto

      Allora, ho postato una specie di domanda sul forum gt, prova a dargli un’occhiata e vedere se vuoi aggiungere qualcosa.

  • bellimbusto

    Ciao Roberto,

    sull’argomento nel web si trovano tantissime discussioni con un unico connubio che le lega tutte: la non limpidità di regolamentazione a riguardo.

    Stavo guardando la pubblicità di google ad esempio.
    Google ti fa registrare chiedendo se sei un azienda (quindi hai p.iva) o un privato.
    Per la parte “azienda” chiarissimo cosa fare essendo possessore di p.iva quella è un entrata a tutti gli effetti. Per la parte “privato” invece nasce la grande confusione.
    Anche io commercialisti (…e per me rimane il grande mistero) in tal senso non hanno una chiara visione probabilmente associata ad una legge non chiara o come dico io inesistente sul tema.
    Ritengo assurdo che se uno vuole fare il cittadino “pulito” verso lo stato italiano non debba aver chiaro come muoversi sulla materia.
    Personalmente ho p.iva ma conosco tante persone credimi che hanno siti che fanno 60-150 euro all’anno di pubblicità (giusto per ripagarsi il dominio e niente più) che hanno accumulato quelle 400-900 euro in 4-5 anni ma che ad oggi li lasciano li per paura di entrare in un tunnel burocratico senza fine nel caso di errore nella dichiarazione dei redditi.

    Proprio sul forum gt trovo una discussione di un esperto che scrive:

    “Le persone fisiche non titolari di partita IVA, non dovrebbero avere costi per Adwords, in quanto non si capirebbe cosa dovrebbero pubblicizzare.
    Ove le avessero (del tutto opinabile che non abbiano partita IVA) non seguiranno la procedura di cui sopra e potranno stracciare la fattura perchè non avendo attività professionale/impresa non potranno far concorrere quel costo alla determinazione del loro reddito.”

    @Davide
    personalmente credo non conti molto quello che ognuno di noi pensa (senza offesa) ma quello che realmente dice la legge. Non è un problema di mio modo, tuo modo e/o modo di vedere di Roberto (o di altri) è un problema di legislazione non chiara!.

    Magari un giorno ti becca il fisco e gli chiedi: “ma scusi ma come avrei dovuto fare?”… ecco li ci sarebbe da ridere perchè probabilmente manco loro lo sanno e al massimo vanno ad interpretazione!.

    Sull’argomento da anni c’è questo dubbio e non si è mai arrivati ad una conclusione. Alcuni la pubblicità la ritengono “prestazione occasionale” (con le “famose” 5000 euro annue) e come tale viene dichiarato ma per queste persone, che probabilmente non conoscono la legge, mi chiedo: ma una pubblicità perenne in un sito come fa ad essere classificata come prestazione occasionale?”… 😀

    Tra l’altro si parla molto di commercialisti ma quante persone in Italia che non siano aziende si affidano ad un commercialista rispetto al “fai da te” o ad esempio ad un CAF con costi inferiori?.

    Già il fatto che Zanox la pensi in un modo e Google in un altra mi spaventa!.
    Ricordati comunque che dal loro punto di vista fiscalmente sono apposto dal momento che a fronte di un uscita per pagamento di una pubblicità sicuro loro emettono fattura quindi eventualmente il problema rimane a te purtroppo.

    Per il concetto di utilizzo delle prestazioni pubblicitarie si deve fare riferimento al luogo di diffusione del messaggio pubblicitario (rif. Risoluzione Ministeriale n. 425853 del 05 ottobre 1984 a proposito di pubblicità su giornali e riviste e Risoluzione Ministeriale n. 470170 del 15 dicembre 1990, in merito alla territorialità di servizi pubblicitari radio-televisivi)…. se hai tempo e ti va prova a leggerle (…. ti anticipo che aumenterà i dubbi e non te li farà togliere!… 😀 )

    @roberto

    PS: forse oggi pomeriggio ti è andato off per un po il sito (circa 30 minuti) e il messaggio l’ho riscritto 2 volte perchè al primo invio mi aveva dato sito irraggiungibile… 😀

    • Roberto

      Grazie mille bellimbusto (in bocca al lupo per il contest 😉 ), un intervento davvero prezioso!

      Sicuramente il fatto che non ci sia una norma chiara e “non interpretabile” è una cosa molto strana… Non siamo 10 o 20 utenti, siamo in centinaia di migliaia!!! Ma allo stato non interessa molto a quanto pare… e come dici te, già il fatto che Zanox la pensi in un modo e Google in un altra mi spaventa!

      Mi sono sempre chiesto, non esiste qualcuno capace di porre fine a questo problema? Non so, ad esempio una raccolta di firme ed una persona autorevole che si faccia sentire? Cosa si potrebbe fare al riguardo?

      Putroppo hai ragione anche sul fatto che il problema non è come la penso io o come la pensi te, il problema vero è: come la pensa la legge italiana?
      Rimango dell’idea che al momento non conviene rischiare di farsi pagare da Adsense se non si possiede la p.iva, il gioco non vale la candela.

  • Davide

    La soluzione ci sarebbe ma è lunga e noiosa: fare un interpello all’agenzia delle entrate. Se rispondono, allora vale quello che dicono. Se non rispondono entro un limite stabilito dalla legge, vale il silenzio-assenso e quindi diventa valida la soluzione più favorevole al cittadino. Il problema è trovare il tempo per andare all’agenzia, fare la fila, compilare i moduli, poi spedirli per raccomandata… un macello. Certo, se una sola persona lo facesse e poi ci dicesse se gli hanno risposto o no, a quel punto avremmo la soluzione dell’enigma una volta per tutte. La mia opinione rimane questa: se non svolgo attività imprenditoriale in modo evidente (il mio sito è lì tranquillo, non ha carattere commerciale, non faccio nessun lavoro per procurarmi clienti) allora in caso di contestazioni l’onere della prova spetta all’agenzia delle entrate: ovvero dovrebbero riuscire a dimostrare che io ho svolto una reale attività di impresa (organizzazione di risorse e mezzi finalizzata al profitto), cosa che non ho fatto e non farò, quindi non potranno dimostrare nulla.

    • Roberto

      Interessante soluzione (a parte il fatto che è lunga e noiosa) :) Ci farò un pensierino.

      La cosa che mi spaventa è che ci può essere il “in caso di contestazioni”, dovrei metterci l’avvocato e perdere un sacco di tempo… però è anche vero che non si può restare con l mani in mano…

  • bellimbusto

    @davide

    ok per il discorso legato alla “domandina” da fare all’ufficio delle entrate assolutamente no per il discorso

    “dovrebbero riuscire a dimostrare che io ho svolto una reale attività di impresa (organizzazione di risorse e mezzi finalizzata al profitto), cosa che non ho fatto e non farò, quindi non potranno dimostrare nulla”

    Conosci probabilmente poco la legislazione italiana.
    In Italia sei tu che a fronte di un accusa devi dimostrare che sei innocente…. in America ti accusano se hanno delle prove (reali, false, plausibili o meno) per farlo!.
    Il sistema quindi italiano è completamente opposto a quello americano.

    Tu vivi in Italia e non in America.

  • Davide

    @Bellimbusto: non ho studiato legge, ma ho sempre sentito e letto che anche in Italia, come in tutti gli stati del mondo tranne quelli in cui vige la sharia, vale il principio della presunzione di innocenza: sei innocente finché qualcuno non dimostra, con prove o testimoni, la tua colpevolezza. Voglio sperare che questa norma non sia stata abrogata di nascosto dagli ultimi governi: sarebbe una gravissima violazione dei diritti umani.

  • bellimbusto

    @davide

    La presunzione d’innocenza è sancita nella Costituzione Italiana, la quale recita all’articolo 27, comma 2 che «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva».

    Vari sono stati i tentativi di ridurre l’operatività del principio (soprattutto quando furono introdotti termini massimi di custodia cautelare anche per il periodo successivo alla sentenza di primo grado), ad esempio con alcune norme volte ad attribuire provvisoria esecutività alla sentenza di primo o di secondo grado. La spiegazione è stata di recente offerta dal senatore Gerardo D’Ambrosio: “I nostri Costituenti infatti, ancorarono la presunzione di non colpevolezza al passaggio in giudicato della sentenza, praticamente al terzo grado di giudizio, perché l’allora vigente codice Rocco del 1930 prevedeva un processo squisitamente inquisitorio in cui, come si è spiegato all’inizio, l’esercizio del diritto di difesa era molto limitato, e non solo nella fase dell’istruttoria, ed era molto difficile, essendo la prova stata raccolta nel segreto dell’istruttoria, togliere il processo dai binari in cui era stato incardinato. La stessa struttura del processo inquisitorio e la sua forma scritta, del resto, avevano suggerito al legislatore di introdurre nel 1951 le Corti d’Assise d’Appello. Ma, a parte le sopraddette considerazioni, credo che a nessuno appaia ormai razionale che un imputato, raggiunto da prove schiaccianti, avendo magari reso anche piena confessione dinanzi al Giudice, senza che il difensore nulla abbia obbiettato, possa ancora beneficiare della presunzione di non colpevolezza sino all’esito del giudizio di cassazione”.

    Conseguenze della presunzione d’innocenza sono i principi affermati, oltre che nella Costituzione, nella legge sul giusto processo che in sintesi ribadisce

    la parità fra accusa e difesa

    il diritto della difesa a controinterrogare i testimoni
    il diritto del cittadino di disporre di strumenti effettivi che mettano i suoi difensori in condizione di provare le sue effettive responsabilità.

    In realtà vi sono svariati casi in cui la presunzione d’innocenza non è affatto rispettata.

    L’onere della prova spetta alla pubblica accusa, rappresentata nel processo penale dal pubblico ministero. Non è quindi l’imputato a dover dimostrare la sua innocenza, ma è compito degli accusatori dimostrarne la colpa, almeno in linea di principio.

    Fonte: wikipedia
    *********************************************************************************************************
    Quindi io ufficio delle entrate ti dico che sei un evasore (“è compito degli accusatori dimostrarne la colpa, almeno in linea di principio.”) ora tu dimostrami che non lo sei!.

    • crackolo

      Ma con le nuove liberalizzazioni e tutti questi decreti legge non è cambiato niente?

      • Roberto

        Per ora non la legge non è del tutto chiara… (sempre per vendere i banner pubblicitari)

        • crackolo

          Questo può servire a qualcosa?
          Che ne pensi http://www.nonblog.it/homennb/liberalizzazioni-srl-per-gli-under-35-bastera-1-euro-capitale/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=liberalizzazioni-srl-per-gli-under-35-bastera-1-euro-capitale

          • Roberto

            Per quello che so io, il problema non è aprire un p.iva come ditta srl o altro, il problema è che bisogna pagare 2900 euro di INPS annuali indipendentemente da quanto guadagni.

            In più, dall’articolo che mi hai linkato, dice “Questo nuovo tipo di società, di carattere necessariamente temporaneo“, cosa si intende per “temporaneo”?

          • crackolo

            La temporaneità è dovuta al fatto che i soggetti che creano questa cosiddetta “ssrl” debbano avere tra i 18 e i 35 anni, poi non è più possibile.
            Questa è l’unica temporaneità che mi sembra di aver visto, quindi se uno la apre a 18 anni, può farlo solo per 17 anni.
            Magari però tra le agevolazioni per questa ssrl ci potrebbero essere anche minori costi anche per l’inps, però non lo so perchè ho letto la notizia ma non con precisione la legge per intero.
            Se qualcuno ha info…

          • Roberto

            Alla faccia della temporaneità :)
            Io avevo letto che nonostante il nuovo regime dei minimi (2012), bisogna versare i 2900 euro per vendere i banner su un sito. Comunque mi informo meglio e ti faccio sapere, ciao

          • Roberto

            Purtroppo, e dico purtroppo, i regimi agevolati non esentano dal pagamento della contribuzione previdenziale.

            Quindi dipende da che tipo id lavoro devi fare. Se sei un lavoratore autonomo ti puoi iscrivere alla gestione separata dell’INPS (pagherai solo il 27,72% del fatturato), se invece hai un’attività di commercio (quale penso sia la vendita di banner) devi pagare almeno i 2900€ annuali, a prescindere dal fatturato.

            Comunque chiedi bene ad un commercialista o sul forum giorgiotave.it nella sezione Fisco e Leggi.

          • crackolo

            Un’altra cosa che volevo chiedere era, se uno ha un blog o un sito e pubblica qualche notizia tutti i giorni, deve adeguarsi alla legge sull’editoria? Perchè in rete qualcuno dice di si, altri parlano di regolarità o no di pubblicazione, come funziona?
            Ne sapete qualcosa?

          • Roberto

            < < Secondo la normativa attuale la registrazione non e' obbligatoria per il blog pur con cadenza periodica e con guadagni. La registrazione e' obbligatoria quando il proprietario sia un editore, abbiamo una testata giornalistica e periodicità, magari ha gia' una versione cartacea e fa qualcosa anche online. Per essere editore e' necessario chiedere di diventarlo, non e' automatico. La registrazione consente, a determina condizioni, di avere ulteriori benefici fiscali (ma nel futuro potrebbero ridursi) >>

            Quindi deduco che a te non serva. Ciao

        • DAVIDE

          tutti i vostri dubbi sono legittimi, sono un dottore commercialista, vi voglio dare qualche dritta. Un semplice banner o una affiliazione PPC o PPL che attività è? Intravvedo due risposte plausibili: 1) pubblicità, 2) obbligazione di permettere. Personalmente sono per la risposta 1) semplicemente perchè la pubblicità è una obbligazione di permettere specifica, o meglio la vendita si spazi pubblicitari è una obbligazione di permettere specifica. Detto ciò faccio due riflessioni: 1) la pubblicità commerciale senza dubbio è attività di impresa e non di lavoro autonomo (è scritto nei meandri del decreto IVA). 2) la pubblicità commerciale non è per forza di cose attività che si deve esercitare per professione abituale. Concludo: se non è esercitata abitualmente allora produce reddito da attività commerciale non esercitata abitualmente che per definizione non è soggetto a ritenuta d’acconto e che per esempio nel modello UNICO 2011 andava nel rigo RL 14. Se invece viene esercitata per professione abituale scattano tutti gli adempimenti IVA e INPS di una impresa commerciale. La ritenuta d’acconto del 20% non c’entra niente, quella riguarda solo il lavoro autonomo sia esso abituale o occasionale.

          • Roberto

            Ti ringrazio per il chiarimento Davide! Questo mette a posto molti dubbi.

            L’unica cosa che ti chiedo, vendere gli spazi pubblicitari per soli 30 giorni, poi smattere per un mese, e il mese successivo vendere ancora per altri 30 giorni, è considerarsi abituale o no?
            Ti ringrazio

  • Mr. Secrets

    Questo è il vero problema italiano , l’ imprenditoria web , una vera realtà odierna e del futuro non è contemplata! Non dimenticate che oltre alla partita iva+inps+tasse c’è anche l’ inutile camera di commercio e che con la ditta individuale rischiate i vostri beni … in bocca al lupo a tutti, dimenticavo date un occhiata se per vendere spazi pubblicitari bisogna anche diventare editori , anche in questo caso la cosa è confusa e i commercialisti sono totalmente inutili in un campo avanzato come questo … ciao!
    PS se avete meno di 35 anni ma anche un po di soldini per il cavolo di commercialista aprite una SRL a 1 euro e dormirete sogni piu’ tranquilli. Bye bye

  • Drigo

    Effettivamente è un problema… anche io sono molto confuso sul da farsi, sono un’artigiano ed ho già una P.Iva in quanto cotitolare di un’azienda con mio fratello. Da circa 4 anni lavoro ad un sito con annesso una community di nicchia la quale mi permetterebbe ora di avere circa 1000-1500 euro di banner all’anno per il momento. Non so che fare, non c’entra nulla con il mio lavoro e da ciò che ho letto qua e da altre parti non può considerarsi occasionale.. Ora mi chiedo, mi apro una P.iva e vedo di fare qualcosa? C’è anche la questione del documento da fare alle aziende che mettono il loro banner da noi, sono obbligato a rilasciare qualcosa di professionale, non sarei assolutamente credibile altrimenti. Ma aprire un seconda P.Iva se già pago l’imps dovrebbe essere fattibile o sbaglio?

    • Roberto

      Penso sia fattibile, più che “aprire”, dovresti solo estendere il tipo di p.iva… nel tuo caso io lo farei, visto che già paghi l’INPS…

  • Angelo

    Ciao a tutti… premettendo di aver letto ogni singolo commento, vi dirò che a me restano molti dubbi sul caso, legati soprattutto alla mia ignoranza nel campo economico/imprenditoriale.

    Essendo uno studente universitario mi ha sempre fatto piacere avere qualche € in più nelle tasche (come tutti) magari per permettermi di pagare la pizza il sabato sera senza troppi problemi (o il carburante per la macchina, l’abbonamento per il treno….).
    Ultimamente stanno andando forte le cosiddette PTS, siti che sfruttano le affiliazioni (Zanox, ADVplace, etc) per guadagnare grazie ai “lead” (registrazioni) dei propri utenti, che saranno poi remunerati (non penso legalmente) in base alle loro prestazioni.

    Non volendo creare grane burocratiche, avevo pensato di aprire un semplice blog personale da cui (sperare di) trarre qualche piccolo profitto mensile utilizzando appunto le affiliazioni.
    Inoltre, proprio per la questione occasionalità, avevo pensato di rimuovere i banner a settimane, giorni o orari di uno stesso giorno proprio per classificarmi come lavoratore occasionale, ricordandovi che il guadagno non sarà legato alla sua visualizzazione (come adsense), ma alla registrazione o acquisti sul sito che il banner pubblicizza.

    Avrei tantissime domande da porvi,cerco di riassumerle in punti:

    1) è sicuro il fatto di aver p.Iva e pagare Inps&co SOLO per quei pochi euro mensili?
    2)Che differenza c’è tra l’operare con affiliazioni italiane e non?
    3) Ritenuta d’acconto: ma si può sapere in cosa consiste? E come ci si deve comportare a fronte di essa??
    4) Se volessi aprire una di quelle società ad 1€, penso che la cosa si semplifichi..ma poi, che costi ed obblighi comporta?

    Chiedo scusa se le domande son già riproposte, ma la lunga discussione tende a diluire le risposte essenziali.
    Nel ringraziarvi, vi porgo i miei saluti. 😀

    • Roberto

      Ciao Angelo,
      prendi quello che ti stò per dire con le inze in quanto non sono un esperto in materia, e consulta più di una persona prima di fare una scelta:

      1. secondo me sì, devi pagare Inps&CO anche per pochi euro… anche se stai cercando di aggirare il problema rimuovendo parzialmente i banner (e comunque non sei renumerato per visualizzazioni)… io se fossi in te non rischierei…
      2. per me è più una differenza loro, nel senso che a te non cambia niente… devi sempre dichiarare tutto.
      3. La ritenuta d’acconto vale solo per le prestazioni occasionali (nota, £prestazioni”, non vendite)… quindi in questo caso non potresti avvalertene
      4. Sicuramente dovrai pagare i 2800 € … più commercialista (se vuoi), iva e qualche spesa extra… per questa domanda chiedi a qualche esperto

  • Pingopallino

    Qua mi sembra tutto demagogico accusarsi di cose dove non cè una regola o legge che pare nessuno conosce!Nemmeno l’agenzia delle entrate e se si va dal commercialista e anche perplesso su come comportarsi anzi il più delle volte non sanno risponderti alle domande che si fanno allora cosa molto importante! Qualcuno sa conosce chi e stato multato e a pagato? in rete non esiste nulla di questo è allora? solo parole al vento!

    • Roberto

      Sembra più terrore psicologico, ma se non fosse solo psicologico?

  • Pingopallino

    Ma quale contratto avete firmato con la Google Adsense quale legge regolamenta che il quadagno sia sempre lo stesso?Qualcuno sa cosa dice Agenzia delle Entrate? In merito? Hanno fatto controlli a riguardo chi e stato multato? sulla rete non cè niente di tutto questo solo parole è basta! Il regolamento dice che se si accerta comportanmento di clic fraudolenti la google decide è opera autonamente il vostro account definitivamente? La pubblicità la inserite personalmente ognmi volta No! E gestita dalla Google voi la ospitate solo?

  • Crisi economica italiana

    Salve non credo che si possa essere evasori fiscali,inserendo dei banner automatici gestiti dalla google Adsense stessa che opportunamente cambia banner in continuazione,è in tempi e modi da lei programmati.E se la google da un momento all’altro vi blocca l’account o per esempio se loro si accorgono di clic fraudolenti il tuo account viene bloccato definitivamente non si potra più percepire denaro dalla google.Un altro punto è quello ma che contratto sia stato firmato e inviato alla google che attesti nero su bianco che si sta facendo parte di un lavoro o programma continuativo? La google può in qualsiasi momento bloccarci l’account e quindi senza alcuna spiegazione non ricevere più denaro ecc.E poi un altra cosa il guadagno non è un granche anzi a volte per raccimolare qualcosina ci vogliono più mesi 4 5 6 o anche di più

    • Roberto

      Ti ringrazio per aver fornito il tuo punto di vista!

  • Harrz VI

    Insomma alla fine pare buio pesto come al solito in Italia quando ci si addentra nei meandri della “giustizia” fiscale. Per caso qualcuno sa cosa accadrebbe con residenza in Italia e Anmeldung (domicilio) in Germania? Mettiamo che sia una persona che non percepisce reddito se non il minimo sociale in Italia.

  • nino

    Si possono guadagnare un massimo di 50 euro con i banner, poi sei perseguibile per legge.

    Inoltre avete anche da contare che si danno gli anticipi delle tasse una volta ogni 2 anni, e sono mazzate.

  • Andrea

    Gentile Roberto, ho letto il tuo post e i commenti con molta attenzione. Li ritengo tuttavia inesatti. Ad oggi, in attesa di interpretazioni ufficiali, possiamo dire che la tua posizione sia quella più condivisa, ma c’è affatto la certezza che ciò sia vero.

    Banzai S.r.l., un’importante società italiana (che detiene Altervista, ePrice, Liquida ed altri grossi web network), rilascia – per il pagamento dei banner generati su Altervista – una ricevuta fiscale per prestazione occasionale commerciale, esente da IVA ai sensi dell’ex art. 4 DPR 633/72 ed esente da ritenuta d’acconto ai sensi del DPR 600/73 e dell’art. 67 comma 1 lett.1 TUIR.

    Banzai si avvale di esperti commercialisti e legali per la gestione di tali aspetti, perciò dubito che rilasci simili ricevute in contravvenzione alle disposizioni di Legge.

    Non solo: la Risoluzione Ministeriale n. 18 del 27 Gennaio 2006 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate evidenzia che per l’attività di venditore a domicilio, la soglia per ritenere quest’ultima continuativa (e perciò equivalente a “impresa” e quindi in obbligo di partita IVA) sia un massimo di 6410 euro lordi all’anno, pari a 5000 euro netti. Al di sotto di tale soglia, si legge, i redditi sono da ritenersi prestazioni occasionali commerciali non soggette a IVA e ritenuta d’acconto.

    Il nodo riguarda pertanto il limite di 30gg per lo svolgimento dell’attività: il venditore a domicilio si suppone che lavori 365gg l’anno (o quasi). A riguardo, sembrerebbe che la cessione di spazi pubblicitari sia equivalente ad una collaborazione commerciale in quanto ripartizione di compensi tra webmaster e azienda (Google).

    In pratica, il webmaster visualizza nel proprio sito ed in continua rotazione dei banner prodotti da diversi soggetti (quindi non continuativi, ma di breve durata). Ognuna di queste visualizzazioni è occasionale, e il compenso è ripartito con Google, azienda che si occupa di procacciare gli inserzionisti e che pertanto non è il reale fornitore, bensì un semplice collaboratore commerciale.

    Pertanto, qualora i compensi fossero inferiori a 5000 euro netti annui, rimane non obbligatoria la partita IVA. Condividi?

    • Roberto

      Ciao Andrea,
      interessante punto di vista, mi semplificherebbe molte cose. Certamente se Banzai effetua il pagamento in questa maniera, si deve sentire al sicuro, quindi sembrerebbe che tu abbia ragione. La cosa che mi sconvolge è che non c’è un documento ufficiale riguardo a questo argomento.

      Messa giù come l’hai messa te, la vendita di banner è occasionale per ogni inserzioista, ma quanto sarà la durata complessiva della visualizzazione di un preciso banner? Non credo che superi mai i 30 giorni, quindi potrebbe essere corretta anche la tua seconda osservazione. Ma siamo sicuri che l’AdE interpreti in questa maniera la vendita dei banner?

      Mi stai quasi convincendo che non serve la p.iva :)
      Ciao e ti ringrazio per le osservazioni molto intelligenti!

  • Maurix

    Ciao, interessante articolo e le tue osservazioni sono corrette. Soltanto un appunto. La legge Italiana stabilisce che, i redditi sino ai 5000 euro sono considerati “occasionali” (non ricordo il termine preciso) dunque non soggetti a tassazione. Questo lo puoi notare anche negli scaglioni IRPEF.
    Dunque, se i tuoi introiti annui non superano tale cifra, non sei obbligato al pagamento di IRPEF e INPS. L’apertura della partita IVA è però obbligatoria in quanto, anche se esenti da tasse, devi comunque dichiarare il reddito.
    Puoi non aprirla in casi eccezionali, ed è proprio questo il nostro caso: nell’ambito della pubblicità sui blog e, più nel caso specifico, Google AdSense, non vi è obbligo in quanto la società estera “Google” è l’intermediario e sostituto d’imposta. Da questo presupposto è facilmente deducibile che, nel momento in cui i tuoi introiti restano nei limiti massimi consentiti dalla legge Italiana, non vi è neanche l’obbligo dell’apertura della partita IVA.

    Ovviamente, se apri la partita IVA, così come hai sottolineato nell’articolo, avrai più possibilità di procacciare inserzionisti che non siano Google o altri semplici circuiti di banner, ma potrai rivolgerti al privato con introiti sicuramente maggiori. In questo caso, però, l’acquirente dello spazio ti richiederà la fattura per poter scaricare i costi della pubblicità.

    Spero di aver fatto un po’ di chiarezza.
    A presto
    Maurix

    • Roberto

      Ti ringrazio per l’intervento Maurix,
      ma il limite dei 5000 euro senza p.iva è valido solo per “prestazioni“, quindi nel caso di vendita come per Adsense, non va bene, o sbaglio?

    • Andrea

      Non sono esperto in materia fiscale, ma mi sembra strano che AdSense possa essere considerata vendita. Se vendo qualcosa (in questo caso spazi pubblicitari) sono io a stabilire il prezzo, cosa che non avviene con AdSense o simili.
      Come ha già detto Maurix il discorso cambia se offro questo servizio direttamente agli inserzionisti.

      • Roberto Iacono

        Purtroppo la legge non è chiaro su questo fronte, per i banner venduti direttamente agli utenti, siamo d’accordo.
        Per quanto riguardo AdSense, io la vedo come se stessi “vendendo visitatori”, che vale per qualsiasi sistema a PPC. Loro mi pagano, se ricevono un mio utente… In ogni caso, non si può trattare di prestazione occasionale, sempre secondo me.

  • Marco

    Ciao Roberto, interessante l’articolo. Dimentichi però del regime dei minimi! Vero che non risparmi l’INPS, però più che qualcosina in tasse riesci a risparmiarlo 😉

    Marco

    • Roberto Iacono

      Sì, hai ragione, è un po’ vecchiotto, ora aggiorno! Grazie mille!

    • Roberto Iacono

      Ora ho aggiornato, grazie mille!

  • Gilberto

    Complimenti Roberto! Post utilissimo e CHIARO!. Bravo.

  • lucia

    Grazie Roberto, i tuoi articoli sono sempre preziosi.
    Mi sono subito cancellata da GOOGLE ADSENSE … via via !
    ho scaricato la tua guida che sto studiando,
    grazieeee

    • Roberto Iacono

      Puoi anche non cancellarti, ma semplicemente, non riscuotere gli introiti… poi in un futuro, quando te lo potrai permettere, potrai farti accreditare tutto :)

      Comunque, anche per le altre forme di guadagno come le affiliazioni, serve la partita iva. Se invece pensi di orientarti sulle prestazioni occasionali, allora “non serve”.

      Grazie a te :) Ciao

  • Mirko

    Ciao Roberto!
    Mi è venuta un idea leggendo questo post..
    Premetto che sono uno studente e quindi non lavoro, ergo, dovrei pagare i contributi.

    Ma se vendessi i banner di adsense col nome di mio padre, e lo collegassi al suo conto
    corrente? Lui lavora, quindi teoricamente dovrei solo pagare la p.iva senza i contributi.

    Il sito è intestato a me, ma non credo che sia importante.

    E’ fattibile?

    • Roberto Iacono

      Ciao Mirko,
      mi eri finito nello spam :(

      Non mi sa molto di legale, ma sicuramente qualcuno l’ha fatto… Penso che comunque, sarebbe meglio intestare tutto a tuo padre (p.iva, AdSense)… non credo neanche io che sia importante a chi è intestato il sito…

      Ripeto, non è molto pulita come cosa, però se la p.iva e AdSense sono a conto di tuo papà, alloranon dovresti avere problemi, alla fine è come se gestisse tutto tuo papà (ma non mi assumo nessuno responsabilità :))

      • Salvatore

        Attenzione! Prima di aprire la partita IVA , bisogna vedere se il lavoro di tuo padre è compatibile con l’apertura di una partita IVA, poi la partita IVA indica lo svolgimento di una prestazione in un determinato ambito e quindi il pagamento dei contributi per url tipo di attività…affiderai sempre al commercialista per non cadere in errori…un saluto

  • Rocco

    Ho aperto la p.iva a Marzo ed ho trovato un cane come commercialista. Sono assunto a tempo indeterminato full time e ho la p.iva con i regimi minimi.. peccato che mi facevano pagare 866€ di inps perchè ero stato iscritto come TITOLARE DI IMPRESA COMMERCIALE.. Fate attenzione a chi vi rivolgete.. ora sono in “causa” per recuperare le due rate pagate. Vorrei precisare però che lavorando con Apple e Google ed avendo contattato la Finanza e uffici doganali, per non avere problemi, vi consiglio di cercare uno studio che nei 1000€ all’anno vi metta anche dentro le dichiarazioni INTRASTAT! Ho trovato società di consulenza che per una dichiarazione volevano 70€ con un assegno di google adsense da 81,96… immaginate gli insulti… Questa dichiarazione è obbligatoria, quando arrivano bonifici esteri anche se le società come Google e Apple non vogliono la fattura… Comunque grande Roberto!

    • Roberto Iacono

      Ti ringrazio Rocco per queste informazioni preziose!

      Mi sarebbe piaciuto assistere alla scambio verbale tra te e la società di consulenza :)

      • Rocco

        ahahahaha guarda se registravo la telefonata potevo vendere nel mio blog la winter insulti compilation! 😉 magari avrei guadagnato qualcosina in più e non avevo bisogno di intrastat!!!!

  • El Clandestino

    Grazie per il chiarimento :)
    Però che sfiga :/ sembra un modo per dire: “Se vuoi fare i soldi devi avere i soldi” -_-‘

    • Roberto Iacono

      I soldi si fanno con i soldi, è vero… ma anche se non hai i soldi, e hai solo l’idea buona, puoi farli tranquillamente, “basta” avere inventiva e lavorare sodo! Prima o poi, ce la faremo anche noi :)

  • luca

    Ciao Roberto ti contatto perchè ero alla ricerca di rsposte,visto che il mio commercialista è in ferie,ed ho trovato te.Ho aperto un sito a gennaio 2012 che faceva 220 persone al mese ora ne faccio quasi 8500/9000 a mese.è un sito di annunci specifici,ha avuto un’impennata negli ultimi 2 mesi.Ho incominciato a valutare di farci della pubblicita’ cosi mi son messo d’impegno,ho investito un minimo (ho trasformato il sito da jimdo.com a .it e altre 2 o 3 cavolate 300 euro in tutto).Ho cosi riempito il sito di banner da vendere e devo dire che le richieste mi arrivano.Mi sono fatto un listino,ho contattato qualche inserzionista ed ora dovrei cominciare a vendere gli spazi.Un cliente è già in attesa che gli mandi gli estremi per il pagamento,ma io ho preso un attimo di tempo perchè non voglio fare cazzate.Ho già un’attivita’ di abbigliamento,quindi ho gia’ partita iva ecc.,posso fatturare la pubblicita’ con la mia p.i.?Oppure,come mi devo comportare?Aspetto un tuo consiglio.Ciao Luca

    • Roberto Iacono

      Ciao Luca,
      mi dispiace ma non me ne intendo di fisco, non vorrei metterti nei casini, quindi non prendere per oro colato quello che ti stò per scrivere.

      Penso che tu debba estendere il codice ATECO della tua partita iva in quanto è un’attività completamente diversa da quella attuale, ma ripeto, non sono preparato in materia.
      Ti rinmando al forum GT dove troverai dei professionisti: http://www.giorgiotave.it/forum/partita-iva-ditte-individuali-e-liberi-professionisti/.

      Ciao

  • Fabio

    Roberto, posso domandarti, avendo io P.IVA come devo emettere la fattura? Mi spiegheresti proprio nel concreto cosa scrivere. Il layout da usare.

    Sono sui regimi minini, ADSENSE deve versarmi qualcosa, io cosa devo pagare?

    Sempre grazie.

    • Roberto Iacono

      Ciao Fabio,
      ti rimando ad un articolo di Salvatore Capolupo dove puoi trovare anche i moduli già precompilati, devi solamente cambiare il valore dell’iva: salvatorecapolupo.it/2012/07/modello-fattura-per-guadagni-online-excel.html

      Google non ti invierà niente, te ricevi i soldi, e poi emitti fattura con il modello che trovi nel link.

      • Fabio

        Grazie Roberto, ottima iniziativa il tuo sito, sta diventando per me come credo per tanti altri un punto di riferimento per chi usa WordPress.

        Saluti.

        • Roberto Iacono

          Ti ringrazio Fabio, mi fa molto piacere!
          Grazie a questi feedback positivi cerco sempre di migliorare il più possibile il contenuto che offro, sperando di essere d’aiuto ad un numero sempre maggiore di persone :)

  • stefano

    Salve,
    ho letto tutti i commenti e sono convinto anche io che per un’attività continuativa di pubbicità su internet bisogna avere partita iva. (la collaborazione occasionale non è valida). Oltre questo prezioso articolo di Roberto ho letto sul web tante altre discussioni e ne ho tirato fuori le seguenti informazioni:

    I codici ATECO tra cui si può scegliere sembrano esser fondamentalmente tre

    73.11.02 Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
    62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica nca
    63.12.00 Portali web

    Io tenderei ad escludere subito il terzo, in quanto riguarda piu’ lo sviluppo di siti web, ma se dovessi scegliere fra gli altri due non capisco una cosa:

    Bisogna per forza chiedere autorizzazione al Comune di residenza per svolgere attività di pubblicità sul proprio sito? E soprattutto, in fase di apertura di p.iva, bisogna per forza fornire i dati castali dell’immobile dove si risiede? Così facendo si viene identificati come agenzia pubblicitaria e non credo che chi fa il nostro lavoro ha bisogno di esser identificato così.

    A me per lavorare mi basta un pc e una connessione ad internet, ergo il mio lavoro potrei farlo “fisicamente” in qualsiasi posto: a casa, in un internet point, in un wi fi bar, sotto un ponte o nell’angolo piu’ sperduto del pianeta. I risultati saranno sempre gli stessi 😉

    Si riesce a capire se si può evitare di registrarsi come agenzia pubblicitaria?

    • Roberto Iacono

      Devi aprire la p.iva come ditta individuale per quanto ne so io (a Gennaio ho fissato un appuntamento con la camera di commercio, ti saprò dire meglio più avanti), quindi devi fornire un indirizzo valido dell’azienda.

  • vincenzo

    Ma per chi vende spazi pubblicitari su siti internet deve emettere la fattura e anche lo scontrino?se qualcuno sa ringrazio

    • Roberto Iacono

      Devi emettere fattura, in quanto, a mio parere, devi avere la partita iva.

  • Marco

    Ciao Roberto, complimenti per il tuo sito che ho trovato molto utile. Vorrei un paio di consigli perchè sto per lanciare un nuovo blog sul mondo dello sport nel quale vorrei inserire banner pubblicitari. Ho meno di 35 anni e ho già un lavoro fisso. Per cui ti chiedo:
    1) Per sapere se è possibile rientrare nel regime minimo dei 30.000 euro annui occorrerà sommare il mio normale reddito agli eventuali proventi dei banner pubblicitari?
    2) Per aprire una nuova P.Iva è necessario anche contestualmente dover aprire (ad esempio) una Ssrl a 1 euro a nome del mio sito/agenzia web?
    3) Per inserzionisti intendi privati disposti a pagare per avere uno spazio pubblicitario a disposizione sul mio sito? Come dovrebbe avvenire il pagamento in tali casi?
    Grazie mille per il tuo aiuto
    Marco

    • Roberto Iacono

      Ciao Marco,
      quello che mi chiedi è un po’ troppo approfondito per le mi conoscenze, ti consiglio di chiedere sul forum GT dove ci sono dei commercialisti pronti a rispondere alle tue domande.

      Per il punto 3, intendo proprio quello, il pagamento può avvenire come vuoi, sono decisioni che spettano a te, ma devi emettere fattura.

      Ciao
      Roberto

  • Maria Cristina

    Grazie per il Blog, fantastico!
    Spero tornerai vivo e con risposte dalla camera di commercio!
    Nel frattempo, la mia commercialista mi aveva parlato di una partita iva della durata di tre anni che si chiama “superforfettino” dove paghi il 10 o 15% di tasse annue sul totale se inferiore a 5000 Euro.
    Sarebbe bello per me riuscire a fare un lavoro dal mio sito, se non altro perchè passo intere giornate a lavorarci, come un lavoro a tempo pieno e se viverci non fosse possibile per lo meno ripagarmi le spese!
    Vorrei anche evitare di inserire pubblicità ma non ho altre scelte dato che non vendo nulla :)
    A presto
    Maria Cristina

    • Roberto Iacono

      Ti ringrazio Maria Cristina!

      Di questo superforfettino non ne ho mai sentito parlare… non ho trovato niente neanche in rete -.-

      Ma intanto non puoi utilizzare la ritenuta d’acconto o le prestazioni occasionali?

      PS: vado domani in camera di commercio… vi terrò aggiornati.

      • Maria Cristina

        Del super forfettino me ne parlò la commercialista. So che è una formula agevolata per chi apre la partita Iva per la prima volta, non sono sicura se ci siano dei limiti di età, ma ricordo bene che aveva una durata limitata a tre anni.
        Per quanto riguarda la ritenuta d’acconto, mi è stato detto che si poteva fare in attesa dell’apertura della partita Iva.
        La mia domanda è, quanto si puo guadagnare con gli spazi pubblicitari?Il mio sito è di modeste dimensioni e si rivolge solo ad un target specifico, dubito che avrò..mila di visite al giorno.
        Buona fortuna alla camera di commercio e Grazie!

        • Roberto Iacono

          Scusami, ho detto una cavolata, non avevo visto che ti riferivi alla vendita dei banner. Per questa operazione, devi avere la p.iva per forza perchè si tratta di commercio.
          Prova a vedere se puoi rientrare nel regime dei minimi…

  • Machilodice

    Ma chi lo dice che per i banner (ADSENSE) Inseriti nei propri blog e siti web da privati bisogna avere partita IVA? Se fai o ti fanno clic fraudolenti la Google ti blocca l’accaunt con che cosa potresti guadagnare per pagare le tasse! Rispondetemi?

    • Roberto Iacono

      Se fai una ricerca nel web, la maggior parte dei commercialisti (se non tutti) afferma ciò. Purtroppo non c’è niente di scritto da parte delle AdE, ma così a rigor di logica, ha senso che venga trattata come una vendita continuativa, quindi necessita di una p.iva.

  • stefano

    Non è perchè lo dice la maggior parte dei commercialisti. Lo dice anche la guardia di finanza. Per poter utilizzare adsense e riscuotere il bonifico (si chiama operazione intracomunitaria) bisogna essere iscritti al Vies. Senza la partita iva non ci si può iscrivere al vies.

    E’ tutta una catena di montaggio per tracciare al meglio le operazioni intracomunitarie in caso di segnalazioni varie.

    • Roberto Iacono

      Ottimo Stefano! Anche questo non trascurabile dettaglio indica che bisogna aprire la p.iva.

      • stefano

        Se penso a tutti i dettagli che impongono la partita iva, mi vien da credere che questo del Vies la fa proprio da padrone! Altro che dettaglio

  • Angelo

    Ciao Roberto e complimenti per il tuo sito, è una miniera di informazioni per chi usa WP e, come me, è agli inizi.
    Questo tuo articolo mi ha scioccato e dato una bruttissima notizia visto che pensavo di creare un’attività online. Da quello che ho capito, se sono uno studente o un disoccupato che ha appena i soldi per avviare il sito, deve aprire la partita IVA e sperare che il suo progetto vada bene e rientri almeno con le spese, giusto? Volevo porti due domande importanti: 1-In media che traffico di utenti deve avere un sito per riuscire a guadagnare almeno questi 200 euro circa mensili, che servono per l’INPS? 2-Se non incasso i soldi di Adsense come tu hai consigliato, li perdo o potrò utilizzarli in futuro? C’è un limite di tempo per incassarli?? Grazie mille!

  • Stregato86

    Ti ringrazio enormemente per la chiarezza con la quale hai esposto il tutto. Volevo solo aggiungere che è una vergogna avere una tassazione così alta anche per attività del genere.
    Ti faccio il mio esempio: sto tirando su un sito per arrotondare qualcosina al mese, sono uno studente e vorrei evitare di fare il promoter, il cameriere o servire al mac. Una pressione così alta anche per chi non fa grandi guadagni è immorale e vergognosa.
    Come dire, rompi le palle a chi arriva a 5000 euro al mese e rendi più facile a chi fattura 2000.000 d’euro all’anno di evadere le tasse? Ma questo è uno stato che ci vuole bene? Oppure ci munge come delle mucche?

  • davide

    questo è un paese allo sbando privo di ogni logica ed umanità verso noi cittadini.Ma è possibile aprire la partita iva per 30 euro al mese??Riuscire a fare 200 euro al mese con adsense è un impresa ardua soltanto dopo qualche hanno e direi almeno 4-6 si puo sperare di raggiungere certe somme e nel frattempo si sono intascati la bellezza di 12.000 euro di inps oltre al resto.

  • Lorexa

    Volevo chiedere un’informazione, mio figlio disoccupato senza nessun reddito vive in casa con me, con un suo amico ha deciso di aprire un sito per riparazione di computer, non ha nessun cliente, in 5 mesi è stato contattato da 2 persone e ha guadagnato 100 euro (in due).
    Ora i due ragazzi sono andati ad informarsi in cciaa e agenzia dell’entrate ma non sono stati chiari, vogliono aprire i l regimi dei minimi e gli hann odetto che dovrà pagare 2.800 euro il 27% di inps. Ma ha senso? se guadagnano 100 euro in 5 mesi e ne devono pagare 2800 per cosa poi? sono dei contributi previdenziali per malattia, pensionamento o così a perdere? Se qualcuno potesse chiarirmi e aiutarmi per consigliare questoi ragazzi ad una scelta che non penalizzi ulteriormente già la loro situazione così nera. Grazie Elle Erre

    • Roberto Iacono

      Per questioni importanti, ti consiglio di rivolgerti a gente esperta in materia: http://www.giorgiotave.it/forum/partita-iva-ditte-individuali-e-liberi-professionisti/

  • Davide

    Salve io mi chiamo Davide e scrivo da Reggio Emilia. Avrei un paio di domande da farle!!!.
    Attualmente non sto lavorando visto la situazione.
    L’unico passatempo che ho e il Sabato pomeriggio presso una Radio Locale WEB del posto.
    Io ho da poco creato con Altervista un sito dedicato al mio programma Radio.
    Altervista mi a dato l’opportunita di inserire i loro banner Pubblicitari, facendo in modo che io guadagno una specie di credito, tipo punti, che serviranno a rinnovare il dominio, si può anche riscuotere il denaro ma io non avendo Partita Iva li tengo solo come credito virtuale, questa cosa e illegale o si può fare?.

    2 Domanda:
    Se io volessi inserire della pubblicità privata sul mio sito mediante la Partita Iva dell’emittente Radio, come funziona la cosa!!!!?.

    • Roberto Iacono

      Ciao Davide, dammi del tu per piacere 😉

      Se lo usi come credito virtuale, non succede niente.

      Se invece decidessi di ritirare i soldi, dovrai molto probabilmente aggiungere il codice ATECO della Gestione campagne marketing e altri servizi pubblicitari, con relativa gestione INPS.

      • Davide

        Se invece decidessi di offrire pubblicità privata mediante la Partita I.V.A. del titolare dell’emittente, tutto il ricavato andrà a lui anche se la pubblicità va sul mio sito?.
        Grazie ancora di tutto 😉

        • Roberto Iacono

          Beh, se vendi a nome suo, va tutto a lui, ma bisogna sempre vedere che tipo di partita iva è. Ti consiglio di chiedere sul forum di giorgiotave nella sezione appropriata dove potrai trovare dei commercialisti che rispondono gratuitamente.

  • valerio

    Salve,
    io ho un sito internet da alcuni anni,nel quale ho inserito banner adsense con un account senza partita iva, dopo aver letto questo articolo ho deciso di bloccare i pagamenti fin quando non potevo permettermene una. A questo punto però mi ritrovo con un problema: adsense non permette la modifica dell ‘intestatario, ne il trasferimento o la vendita dell’ account. Quindi secondo voi come dovrei fare a questo punto per avere una fattura da google e registrare il pagamento in maniera corretta?

    • Roberto Iacono

      Ciao Valerio,
      le leggi non sono cambiate al riguardo. Se non hai la p.iva, non credo tu possa ricevere il denaro. :(

      • Valerio

        Salve Roberto, forse non mi sono spiegato bene, ora ho aperto la partita IVA !
        Il problema è che adsense non mi fa’ modificare l’ intestazione per ricevere la fattura che documenti il guadagno. In poche parole pare che dovrei fare un nuovo account adsense con la partita iva e perdere il vecchio guadagno accumulato.

        • Roberto Iacono

          Scusa Valerio, non avevo capito bene allora :)
          Anche io sono nel tuo stesso caso, ti rimando a questa discussione: http://www.giorgiotave.it/forum/adsense/176646-account-google-adsense-e-p-iva.html.

          “Per adsense la differenza tra un’azienda ed un privato è solo l’intestazione del beneficiario del pagamento. I pagamenti destinati agli account aziendali vengono emessi a favore della società, mentre quelli destinati agli account individuali vengono emessi a favore del nome beneficiario del titolare dell’account.”, a loro non importa se indichi la p.iva o meno.

          La fattura la devi fare te ad AdSense, non il contrario (anche se te la fanno anche loro). Quindi, io imposterei il pagamento dei ricavi AdSense sul conto aziendale (o quello che usi per l’attività), e poi emetterei una fattura a Google a nome dell’azienda.

          Che ne pensi? Il ragionamento fila?

          • valerio

            mi sembra che il ragionamento fili….anche se non mi sembra così scorrevole….quindi secondo voi io dovrei fare una fattura a google dopo che ho richiesto il pagamento ed inviargliela già con quietanza di pagamento? Questa è la procedura ufficiale? Non esiste un centralino italiano per parlare con un operatore?

          • Roberto Iacono

            Devi emettere fattura non oltre il giorno del pagamento ricevuto.
            Centralino non ne ho mai visto l’ombra, puoi contattarli via email, rispondono entro 48 ore (o così dicono), oppure sul forum.
            Ciao

  • Gianpaolo

    L’iva viene scaricata dalla Google e quello che ti accredita la Google e sempre a suo insindacabile giudizio e la Google che a contratti con le aziende chi inserisce dei banner pubblicitari sul proprio sito web o blog affitta semplicemente quello spazio senza nessuna entrata fissa è non decide quale azienda deve essere presente in quel momento quindi come si fa a riconoscere o a ritenere che si stia vendendo della Pubblicità se i guadagni delle entrate dei clic vengono pagati dalle aziende direttamente alla Google?E poi la google che ti offre un guadagno al 40% 50% dalle entrate dei clic che si ricevono perchè si ospita un loro banner nel tuo sito web o blog se fosse come tanti dicono e predicano razzolano male come sempre!Chi inserisce i banner della Google dovrebbe avere un fisso mensile che la Google dovrebbe in ogni caso pagare per quanti banner si inseriscono perchè chi ospita i banner offre anche della pubblicità gratuità alla Google che gli utenti di quel sito web o blog vedono anche se non ci cliccano ma che non viene assolutamente remunerata in quanto la google non ti da un centesimo di euro ho! non è cosi?Forse? Chi ospita i banner della google non decide niente è solo e sempre la Google che ti paga quello che solo lei ritiene siano dei clic buoni.Per esempio ci sono Webmaster hanno verificato personalmente il funzionamento dei Banner Google e si sono accorti che molti dei clic fatti sui propri “Banner Adsense” Inseriti nei loro siti web è blog vengono annullati senza alcuna spiegazione e fanno si che solo quelli che loro ritengono fatti in un certo modo possano essere accettati anche se chi nessun clic viene fatto fraudolente eppure succede questo! Allora ritornando alla partita IVA come si fa a ritenere che l’inserimento dei banner sia un attività e bisogna pagarci le tasse se gli Affiliati non possono reclamare per i clic non pagati dalla Google??? E la gestione della Pubblicita delle aziende viene interamente gestita dalla Google??? senza alcun altro intervento dell’affiliato e se quando la Google ritiene di dover chiudere quell’Account lo fa senza alcun avviso o meglio ancora spiegazione? Un imprenditore se lo si deve ritenere come tale a degli obblighi ma anche dei diritti?O non è forse cosi allora come si dice in giro tutti quelli che non ricevono i pagamenti dai clic fatti ma non pagati dalla google dovrebbero fargli causa o non è cosi forse? A voi replicare Please!.

  • Anto Fox

    Ma attualmente 241€ li vedo con un telescopio…se i soldi del blog li metto nella dichiarazione dei redditi (730) e pago tutta l’iva al 21% è la stessa cosa?

    forse è un po’ stupido pagare tutta l’iva, ma io sono uno studente non lavoratore, aprire una partita iva è molto molto esoso per uno che non ha un’altro lavoro/entrata/partita iva etc etc

  • Sergio

    Ciao Roberto, bell’articolo! In effetti sul web si legge di tutto e di più, ma direi proprio che non è colpa del web bensì della mancata trattazione della materia anche nelle sedi opportune!! Chissà se col nuovo esecutivo…..mhà…

    Comunqe, volevo chiederti un parere riguardo la vendita di template o script.
    Mi spiego :) non ho partita iva, ma vorrei cimentarmi nello sviluppo di temi o codici da vendere su siti come codecanyon (e magari anche sulla monetizzazione con adsense o simili) ma dal momento che non posso sapere a priori se riuscirò a vendere qualcosa (il sito è una vetrina) sarebbe da pazzi aprire una p.iva!
    Come potrei comportarmi secondo te?
    Sarebbe giusto anche in questo caso “accumulare” eventuali ricavi (da vendita di…?? ) per poi far due conti mooolto a posteriori?
    Ciao

  • rita

    nel 2013 ho lavorato con contratti di pubblicità mostrando la mia immagine per tv o deplian mi hanno detto che superati i guadagni di euro 5.000,00 devo aprire la partita iva per fare questo lavoro, se è così cosa devo fare ? Inoltre cosa devo fare con gli obbighi fiscali? Grazie.

  • Mary

    Ciao, complimenti per il post!
    Volevo chiederti, io che ho un blog di moda e che quindi collaboro con brand ed aziende in maniera saltuaria, come devo comportarmi con le fatture?
    Cioè un azienda mi paga per pubblicizzare quel prodotto in quel post. Vale la stessa regola dei banner? O si può utilizzare la ritenuta d’acconto?
    Grazie!

    • Roberto Iacono

      Mi dispiace Mary, ma non sono informato su questo tipo di argomenti… chiedi sui forum di fisco online.

  • Marco

    Complimenti per l’annuncio!
    Ho un problema simile ma cerco di spiegarmi meglio: ho una partita iva aperta con codice ATECO 62.01.00 Produzione di software non connesso all’edizione.
    Ho anche un portale internet che vende spazi pubblicitari alle attività della mia città (pagine aziendali) e ospito annunci AdSense.
    Attualmente sono iscritto alla Gestione Separata INPS e non sono iscritto alla camera di commercio.
    Il mio commercialista mi ha consigliato di iscrivermi alla camera di commercio: circa 100€/anno di diritti camerali e i famosi 3000 € di contributi INPS. Sono veramente obbligato a fare questa iscrizione in camera di commercio?
    Tengo a precisare che questa è una attività secondaria in quanto la mia attività principale è quella di sviluppatore software.

  • Manoel Falconi

    Ciao Roberto, ho provato da pochissimo a creare blog, ma già al primo tentativo, sono stata bannata da Adsense. Neppure commento. La mia domanda è questa: posso vendere spazi direttamente dal blog gratuito di Google?
    Grazie e complimenti per il bellissimo blog!
    FraFra

    • Roberto Iacono

      Dovresti leggere il regolamento di Google Blogger… penso che i link d’affiliazione siano permessi, quindi suppongo valga lo stesso con i banner, ma per sicurezza leggi il TOS.

  • RKMKD

    Ciao Roberto. Complimenti per il post. Sono un pò ignorante in materia quindi non esasperarti se ti porrò qualche domanda stupida ma ho alcune lacune.
    1. Le leggi sono uguali anche se il servizio di hosting che pubblica il tuo sito è straniero? Se PincoPallino dovesse avere un hosting straniero e utilizza un .co.jp o .de o qualsiasi altra cosa valgono le stesse regole? Penso (ma è solo una mia idea) che questo sistema “italiano” possa essere un pò eluso avendo un sito con dominio straniero. Certo sarebbe comunque illegale, ma vuoi che vengano a controllare te che prendi 400 euro mese con banner (mi baso sul tetto minimo dei 5000 annui) e non il pirata informatico che offre download di film/streaming e ne guadagna 1000 al giorno e via dicendo?
    2. Essendo che in Italia non c’è una legge chiara in merito non ci si potrebbe avvalere di questa “scusante” per non avere sanzoni? Esempio pratico: il sito di PincoPallino ha dei banner pubblicitari. PP non ha iva e non dichiara nulla e si intasca 5000 euro annui. Arrivano i controlli che sanzionano PP e PP fa loro presente che in Italia non c’è una legge chiara che stabilisce cosa BISOGNA o NON BISOGNA fare quindi a rigor di logica NON può essere sanzionato in base ad una legge che NON esiste.
    3. Ho letto in un post che si parlava di credito virtuale. Ciò vuol dire che se io mi faccio pagare e utilizzo il conto PayPal per acquistare su internet rimane tutto “virtuale” e quindi i soldi addebitati sul mio conto non devono essere dichiarati? e se io questi soldi li trasferisco su carta di credito sono sempre “virtuali” quindi anche in quel caso posso NON dichiararli?
    Grazie mille e ancora complimenti.

    • Roberto Iacono

      Ciao,
      non ti so dare una risposta precisa ma:

      1. meglio non rischiare
      2. la legge a volte è interpretabile (anche se non dovrebbe esserlo), quindi è di nuovo un rischio che non vorrei correre.
      3. Questo potrebbe funzionare, anche se qualsiasi guadagno va dichiarato (anche se rimane su PayPal).

      Ciao

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